Piccola guida per la bellezza: dieci mostre imperdibili per il 2022

Il 2022 è un anno ricchissimo di mostre e appuntamenti imperdibili con l’arte.

Abbiamo selezionato dieci eventi da mettere in agenda per i prossimi mesi e che vanno dalla follia dell’arte contemporanea in scena al Chiostro del Bramante (Roma) fino alle “Folgorazioni figurative” di Pier Paolo Pasolini (di cui ricorrono i 100 anni dalla nascita) a Bologna passando per il ritorno di Anish Kapoor a Venezia o alle mostre su Luigi Ghirri a 30 anni dalla morte. Un viaggio visivo ed emozionale per riempire occhi e cuore dopo due anni dove l’arte è stata in parte un’esperienza più digitale che reale.

Al Chiostro del Bramante 21 artisti per “Crazy – La follia nell’arte contemporanea”

Ventuno artisti di rilievo internazionale e oltre 11 installazioni site-specific inedite: per la prima volta le opere d’arte invadono gli spazi esterni e interni del Chiostro del Bramante di Roma fino all’8 gennaio 2023, un grande progetto creativo ed espositivo a cura di Danilo Eccher.

La percezione del mondo è il primo segnale di instabilità, il primo contatto fra realtà esterna e cervello, fra verità fisica e creatività poetica, fra leggi ottiche e disturbi neurologici, i 21 artisti chiamati a partecipare sono parte di questa follia, eccoli: Carlos Amorales, Hrafnhildur Arnardóttir / Shoplifter, Massimo Bartolini, Gianni Colombo, Petah Coyne, Ian Davenport, Janet Echelman, Fallen Fruit / David Allen Burns e Austin Young, Lucio Fontana, Anne Hardy, Thomas Hirschhorn, Alfredo Jaar, Alfredo Pirri, Gianni Politi, Tobias Rehberger, Anri Sala, Yinka Shonibare, Sissi, Max Streicher, Pascale Marthine Tayou, Sun Yuan & Peng Yu. Nessun percorso ordinario e prevedibile a favore di un’esplosione creativa capace di espandersi, come le colate di pigmento di Ian Davenport sulle scale, e di modificare la percezione spaziale, come l’ambiente di Gianni Colombo (1970). Una violenta onda d’urto che invade ogni stanza accessibile, mescolando e garantendo forti salti espressivi fra le opere, dai neon di Alfredo Jaar, visibili anche all’esterno, sino all’immersione totalizzante di Fallen Fruit / David Allen Burns e Austin Young.

chiostrodelbramante.it/crazy-la-follia-nellarte-contemporanea/


Trent’anni di Olafur Eliasson a Palazzo Strozzi

Dal 22 settembre 2022 la Fondazione Palazzo Strozzi a Firenze presenta una mostra personale dedicata al celebre artista internazionale Olafur Eliasson. Curata da Arturo Galansino, l’esposizione sarà la più ampia mai realizzata in Italia dall’artista e permetterà di immergersi nel mondo artistico di Olafur Eliasson attraverso un’ampia panoramica di opere della sua trentennale attività, ma anche tramite nuove opere pensate appositamente per Palazzo Strozzi.

Utilizzando spesso materiali elementari come luce, acqua e nebbia, Olafur Eliasson è celebre per un’arte che riflette sull’idea di percezione e in cui lo spettatore è al centro dell’esperienza come protagonista attivo. Attraverso scultura, installazione, pittura, fotografia, architettura, design, Olafur Eliasson esplora il ruolo dell’arte nel mondo contemporaneo come campo interdisciplinare che mette insieme ricerca scientifica, politica e tutela dell’ambiente. La mostra è promossa e organizzata da Fondazione Palazzo Strozzi in collaborazione con lo Studio Olafur Eliasson. Sostenitori Fondazione Palazzo Strozzi: Comune di Firenze, Regione Toscana, Camera di Commercio di Firenze, Fondazione CR Firenze, Comitato dei Partner di Palazzo Strozzi, Intesa Sanpaolo. La mostra è realizzata in collaborazione con Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea che in contemporanea terrà un progetto site specific dell’artista.

Olafur Eliasson


A Bologna le “Folgorazioni figurative” di Pier Paolo Pasolini

Pier Paolo Pasolini è nato a Bologna. Non si tratta di rammentare un semplice dettaglio anagrafico, ma di seguire una traccia. Importante. La traccia che Bologna ha lasciato nella formazione di una delle anime più sensibili del nostro Novecento, dalla nascita, in via Borgonuovo, il 5 marzo 1922, agli anni del liceo e dell’università, con un maestro come Roberto Longhi che ne plasmò lo sguardo e lo instradò verso una passione, quella per l’arte figurativa, che lo accompagnerà lungo tutto il suo poliedrico percorso creativo. Una vera e propria folgorazione.

Da questi assunti prende le mosse l’impegno che la Cineteca di Bologna, da decenni uno dei centri fondamentali nel mondo dove si studia Pasolini, rinnova nei confronti di PPP, nel centenario della nascita, nell’ambito delle iniziative che il Comune di Bologna promuoverà per questo importante anniversario: Folgorazioni figurative, questo il titolo della mostra inaugurata il primo marzo, nei nuovi spazi espositivi del Sottopasso di Piazza Re Enzo, capitolo centrale, ma non unico, di un ritorno a Pasolini che si compone di due pubblicazioni, Pasolini e Bologna e Pier Paolo Pasolini. Folgorazioni figurative (questo ad accompagnare la mostra), un convegno allo Stabat Mater dell’Archiginnasio, una retrospettiva integrale, sempre a Bologna, al Cinema Lumière, dei film di PPP e la distribuzione su tutto il territorio nazionale di alcuni tra i titoli più rappresentativi, grazie al progetto Il Cinema Ritrovato al cinema, con il quale la Cineteca di Bologna porta da un decennio nelle sale italiane i classici restaurati.

Pier Paolo Pasolini. Folgorazioni figurative


All’Hangar Bicocca la personale dedicata a Steve McQueen

Tra le mostre più attese del 2022 c’è senza dubbio la nuova personale dedicata a Steve McQueen all’Hangar Bicocca di Milano, in apertura il 31 marzo. Tra i nomi più importanti dello scenario internazionale contemporaneo, negli ultimi venticinque anni McQueen ha influenzato in maniera decisiva il modo di utilizzare ed esporre il medium filmico, rivolgendo il suo sguardo radicale sulla condizione umana e cogliendo in modo toccante e provocatorio questioni e temi contemporanei come l’identità e il senso di appartenenza. L’impegno civile e la spiccata sensibilità verso alcune delle tematiche più calde del contemporaneo sono state tradotte nella realizzazione di lungometraggi cinematografici come Widows – Eredità criminale (Widows) (2018), 12 anni schiavo (12 Years a lave) (2013), Shame (2010), Hunger (2008).

Il cinema di McQueen lo ha reso celebre a livello internazionale ma la sua esperienza come artista visivo è la ragione del successo a partire dal suo esordio. Le sue creazioni vengono esposte nel 2007 anche alla 52ª Biennale di Arti Visive di Venezia. Lo studio dell’anatomia influenza fin dal principio l’immaginario di McQueen che osserva con attenzione la forma umana in tutte le sue sfaccettature, ponendo particolare attenzione verso le sue generazioni più estreme. La mostra viene organizzata dall’istituzione meneghina insieme con la londinese Tate Modern e curata da Vicente Todolí e Clara Kim con Fiontán Moran.

Steve McQueen – Sunshine State


Il mondo fantastico di Hieronymus Bosch a Palazzo Reale

La mostra “Hieronymus Bosche l’europa meridionale” a Palazzo Reale a Milano (9 novembre 2022 – 12 marzo 2023) è un’occasione imperdibile per immergersi nel mondo selvatico e fantastico di uno dei massimi interpreti della pittura europea del Cinquecento e nell’arte, visionaria e affascinante, prodotta da uno degli artisti più geniali e originali dell’intera storia dell’arte.

Pseudonimo di Jeroen Anthoniszoon van Aken, Hieronymus Bosch nacque alla metà del Quattrocento in una famiglia di pittori nella zona del Brabante fortemente ispirata da quella devotio moderna che imprimeva alle opere d’arte una spiritualità del tutto nuova, che il giovane pittore decise però di traslare sotto forma di un microcosmo immaginario, dove ranocchie, uccelli, mostriciattoli, figure umane, paesaggi simbolici e immaginifici, si caricano di significati profondi e complessi, rappresentati con una leggerezza che non ha paragoni nell’arte.Tema centrale delle opere di Bosch sono i vizi e le virtù umane, la dannazione e la possibilità di salvezza, i sogni, le paure e le ambizioni umane, sempre raccontate e ragionate attraverso le sembianze fantastiche di esseri ibridi e creature simboliche che ancora oggi non hanno trovato un’interpretazione univoca, lasciando le opere di Bosch immerse in quel mistero e in quel fascino senza tempo che ancora comunicano e che hanno ispirato, nel corso dei secoli, molti artisti, creando addirittura un terreno fertile per le visionarie realizzazioni di Salvador Dali, di Max Ernst e degli altri Surrealisti. La mostra di Bosch a Milano è una grande retrospettiva che presenta al pubblico questo artista unico, facile da amare e difficile da comprendere, ma che una volta svelato rivela tutto il fascino di un mondo antico che si esprime con mezzi moderni.

palazzorealemilano.it/mostre/e-leuropa-meridionale


Vivian Maier “Inedita” ai Musei Reali di Torino

È aperta da febbraio, presso le Sale Chiablese dei Musei Reali di Torino, la mostra di Vivian Maier (1926-2009), una delle massime esponenti della cosiddetta street photography.

Fin dal titolo, Inedita, l’esposizione che giunge in Italia dopo una prima tappa al Musée du Luxembourg di Parigi (15 settembre 2021 – 16 gennaio 2022), si prefigge di raccontare aspetti sconosciuti o poco noti della misteriosa vicenda umana e artistica di Vivian Maier, approfondendo nuovi capitoli o proponendo lavori finora inediti, come la serie di scatti realizzati durante il suo viaggio in Italia, in particolare a Torino e Genova, nell’estate del 1959.

La mostra fotografica presenta oltre 250 scatti di Vivian Maier, artista nota sulla scena internazionale a partire dal 2007, quando il suo corpus fotografico è stato scoperto a pochi anni dalla morte, avvenuta nel 2009. L’esposizione si sviluppa intorno ai temi ricorrenti nella produzione della fotografa americana, principalmente la strada e la vita che animava i quartieri popolari in Europa e negli Stati Uniti, documentando i cambiamenti sociali del proprio tempo. Sguardi, gesti, espressioni, colori e infanzia si intrecciano nel percorso espositivo, che in occasione dell’allestimento nelle Sale Chiablese dei Musei Reali vedrà la presentazione al pubblico di un repertorio inedito di scatti realizzati dall’artista proprio a Torino nel 1959, oltre a una presentazione di oggetti personali di Vivian Maier.

La mostra, curata da Anne Morin, è organizzata da diChroma photography in collaborazione con i Musei Reali e la società Ares di Torino, la John Maloof Collection di Chicago e la Howard Greenberg Gallery di New York.

museireali.beniculturali.it/events/vivian-maier-inedita


Le immagini di Henri Cartier-Bresson al Mudec di Milano

Oltre cento stampe originali e una raccolta di documenti e materiali d’archivio raccontano lo storico reportage del grande fotografo francese sugli “ultimi giorni di Pechino” prima dell’arrivo delle truppe di Mao. Henri Cartier-Bresson, Cina 1948-49 | 1958, allo Spazio Mudec Photo, dal 18 febbraio al 3 luglio 2022, a cura di Michel Frizot, Ying-Lung Su in collaborazione con Fondation Henri Cartier-Bresson. “Occhio del secolo”: così viene definito Henri Cartier-Bresson (1908-2004), una delle più grandi personalità del Novecento, considerato il pioniere del fotogiornalismo. Dal 18 febbraio arriva in Italia, precisamente al Mudec di Milano, per la prima volta una personale legata a due reportage cinesi per i quali egli è ricordato come maestro assoluto del cosiddetto “Istante decisivo” in fotografia. La mostra riunisce un eccezionale corpus di fotografie e documenti di archivio del fotoreporter francese: oltre 100 stampe originali insieme a pubblicazioni di riviste d’epoca, documenti e lettere provenienti dalla collezione della Fondazione Hcb. Un excursus senza precedenti che racconta due momenti-chiave nella storia della Cina: la caduta del Kuomintang (1948-1949) e il “Grande balzo in avanti” di Mao Zedong (1958). Un momento importante nella storia del fotogiornalismo mondiale, vissuto attraverso il personale approccio del maestro Cartier-Bresson, il quale per primo evidenzia – attraverso l’occhio del suo obiettivo – temi importanti del cambiamento nella storia contemporanea cinese, riuscendo a presentare al mondo occidentale anche aspetti tenuti nascosti dalla propaganda di regime come lo sfruttamento delle risorse umane e l’onnipresenza delle milizie. Attraverso i suoi scatti l’artista è riuscito a raccontare, per decenni, con incredibile eleganza e puntualità, la storia del mondo dalla Francia alla Cina, dall’India agli Stati Uniti.

mudec.it/henri-cartier-bresson/


Anish Kapoor torna a Venezia alle Gallerie dell’Accademia

Dal 20 aprile al 9 ottobre 2022, in concomitanza con la prossima Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, le Gallerie dell’Accademia di Venezia dedicano una straordinaria mostra al grande artista, internazionalmente riconosciuto, Anish Kapoor. La mostra avrà un carattere retrospettivo, presentando i momenti chiave della carriera dell’artista accanto ad un nuovo corpo di lavori recenti ed inediti. Per la prima volta verranno esposte le nuove opere fortemente innovative, create utilizzando la nanotecnologia del carbonio, così come i dipinti e le sculture che testimoniano la vitalità e la spinta visionaria dell’attuale produzione artistica di Kapoor. L’esposizione, che testimonia l’attenzione delle Gallerie, dove è raccolta la summa della pittura veneta dal ‘200 in poi, per il contemporaneo, si arricchirà di una seconda sede, a Palazzo Manfrin, scelta da Kapoor come sede della sua fondazione artistica. Parte dei lavori, circa una cinquantina distribuiti nelle due sedi, saranno realizzati appositamente per i luoghi espositivi.

Anish Kapoor è considerato uno degli artisti più influenti di oggi. Nato a Mumbai, in India, nel 1954, ora vive e lavora a Londra. Le sue opere sono esposte nelle più importanti collezioni permanenti e nei musei di tutto il mondo, dal Museum of Modern Art di New York alla Tate di Londra; alla Fondazione Prada di Milano; ai Musei Guggenheim di Venezia, Bilbao e Abu Dhabi. Recenti mostre personali si sono tenute alla Modern Art, Oxford (2021); Houghton Hall, Norfolk (2020); Pinakothek der Moderne, a Monaco, in Germania (2020); al Central Academy of Fine Arts Museum and Imperial Ancestral Temple di Pechino (2019); Fundación Proa, Buenos Aires (2019); Serralves, Museu de Arte Contemorânea, di Porto, Portogallo (2018).

gallerieaccademia.it/kapoor-una-mostra-due-sedi


Reggio Emilia, Modena e Parma ricordano Luigi Ghirri

A trent’anni dalla scomparsa, le città di Reggio Emilia, Modena e Parma ricordano Luigi Ghirri, il grande maestro della visione, con Vedere Oltre, un ricco calendario di eventi e iniziative che si svilupperà nel corso del 2022. Le tre città, alle quali Ghirri era particolarmente legato,  organizzeranno eventi espositivi, conferenze e workshop. A partire dall’opera e dal pensiero del maestro della visione, scrittori, curatori, studiosi e artisti nazionali e internazionali tracceranno nuove rotte, anche in direzioni inusuali e inattese, sollecitando interessanti punti di contatto tra il lavoro di Ghirri e la ricerca contemporanea. Il Trentennale è stato inaugurato a Reggio Emilia domenica 13 febbraio nel Laboratorio Aperto dei Chiostri di San Pietro con Archivi: itinererio possibile, la prima di un ciclo di conferenze articolate sulle tre città che ha l’obiettivo di tracciare un itinerario possibile all’interno di quella vasta eredità culturale lasciata da Ghirri. Figura centrale nel panorama internazionale della fotografia del secondo Novecento, Luigi Ghirri (Scandiano 1943 – Reggio Emilia 1992) non è stato soltanto un importante autore, ma anche un critico, curatore, saggista e promotore di una nuova cultura fotografica capace di porre questo linguaggio al centro del dibattito dell’arte contemporanea. Scomparso improvvisamente il 14 febbraio del 1992, Ghirri ha lasciato decine di migliaia di fotografie e un’immensa eredità culturale che costituisce ancora oggi una traccia indelebile nella fotografia contemporanea. La sua fama ha oltrepassato prima i confini emiliani e poi quelli nazionali, e alcune tra le più prestigiose gallerie, istituzioni e realtà museali internazionali gli hanno dedicato negli anni importanti retrospettive.

emiliaromagnaturismo.it/luigi-ghirri


Galileo Chini e il Simbolismo europeo in mostra a Firenze

Fino al 25 aprile 2022 le sale espositive di Villa Bardini a Firenze ospiteranno la mostra Galileo Chini e il Simbolismo europeo, a cura di Fabio Benzi e promossa da Fondazione CR Firenze e Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron. L’esposizione dedicata al maggior esponente italiano del Liberty e tra i maggiori artisti europei dell’Art Nouveau, ripercorre i primi vent’anni della carriera dell’artista fiorentino dagli esordi al primo conflitto mondiale, periodo in cui aderì al Simbolismo internazionale. La mostra composta da circa duecento pezzi tra dipinti, disegni, illustrazioni e ceramiche, è incentrata sugli anni giovanili dell’artista sui quali riecheggiano le forti frequentazioni dell’ambiente artistico tra Simbolismo francese e mitteleuropeo, tra Preraffaellismo e Secessioni. Il percorso artistico di Galileo Chini (Firenze 1873 – 1956) si è intrecciato infatti con quello di maestri come Auguste Rodin, Gustav Klimt, Max Klinger, Ferdinand Hodler, Gaetano Previati, Giovanni Segantini.  La mostra si incentra su questo parallelo, attraverso alcuni capolavori straordinari di questi artisti posti a confronto con opere di Chini, secondo un indirizzo che impronterà anche la pittura del Maestro tra le due guerre. Tracce del suo vasto operato sono apprezzabili anche a Città di Castello nel Cimitero Monumentale, dove pitture murali eseguite con tecniche innovative tra il 1900 e 1902 decorano gli interni delle Cappelle Castori e Benefattori rispettivamente con S.S Trinità, Annunciazione e la Madonna in Gloria nella Chiesa Maggiore.La mostra sarà visitabile fino al 25 aprile da martedì a domenica dalle  10 alle ore 18.

villabardini.it/galileo-chini-e-il-simbolismo-europeo/

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