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Praticate atti di gentilezza sconsiderata

Andrea Luccioli mentre sorride
2 min.

Lo scrittore americano Kurt Vonnegut, al termine di quel libricino delizioso che sui social è andato molto di moda tempo fa (e ciclicamente ritorna) intitolato “Quando siete felici, fateci caso”, riporta una serie di “Citazioni su cui riflettere”.

di Andrea Luccioli

Tra queste ce ne è una che mi ha colpito molto:

“Dobbiamo costantemente buttarci giù dagli strapiombi e farci crescere le ali mentre precipitiamo”.

Ho pensato a più riprese a questa frase che, nella sua banalità, spiega però un meccanismo umano che è un’esigenza di crescita, di rinascita e di elevazione.

Ma a farmi riflettere è stato soprattutto quel “dobbiamo costantemente”, che mostra la consapevolezza di un uomo circa il fatto che, per sua stessa natura, egli è spinto ad affrontare l’abisso e volarci sopra.

Mi è venuto in mente che bisognerebbe aggiungere una “spiega” a quella frase.

Mi riferisco al fatto che gli abissi sono ovunque, innanzitutto nel nostro quotidiano.

Dei piccoli e infinitesimi salti che ci troviamo a compire soprattutto ogni volta che abbiamo a che fare qualcuno a noi estraneo.

Ecco, io credo che per volare sopra i nostri piccoli grandi abissi quotidiani occorra delicatezza e gentilezza, sempre.

Soprattutto quando abbiamo di fronte l’altro.

Fosse anche il primo sconosciuto che ci capita a tiro, siate gentili in maniera sconsiderata.

Perché iniziare un editoriale in questo modo (forse un po’ romantico, forse un po’ sognatore, forse un po’ sciocco)?

Perché in questo numero di The Mag c’è un reportage su un posto di cui fino a pochissimo tempo fa ignoravo l’esistenza, ovvero il Piccolo museo del diario.

Uno spazio dove sono raccolte le storie, fatte di carne e sangue, di centinaia di persone.

L’ho trovata una cosa eccezionale e potentissima.

Migliaia di pagine di abissi umani e di voli spiccati.

Ma anche di disgraziate cadute.

Qualcosa di terribilmente umano, vero.

Ok, la chiudo qui con i grandi temi.

Cambiamo registro e andiamo a respirare un po’ di buona (e bella) leggerezza.

In questo numero lo abbiamo fatto con un’intervista ad Andrea Adriani, perugino che da anni calca tutte, e sottolineo tutte, le passerelle delle fashion week più importanti nel mondo.

Fotografo di un’agenzia che rifornisce le principali testate di settore (di recente è arrivato anche Vogue), Adriani non è solo uno fotografo di moda, lui ruba istanti alle persone.

E lo fa da osservatore protagonista. Bravo.

Così come grandi osservatori attenti sono i nostri amici dell’associazione Architetti nell’Altotevere che, da questo numero, iniziano un viaggio in giro per l’Europa per mostrarci tante meraviglie da scoprire.

Si comincia da Parigi.

Come dicevo all’inizio, poi, a noi piacciono le storie e per questo abbiamo scambiato qualche battuta con Federico Buffa, probabilmente il più grande storyteller sportivo nazionale che nelle scorse settimane è atterrato a Foligno con uno spettacolo che di storie ne mette in fila davvero tante.

Abbiamo anche conosciuto un gruppo di ragazzi che da qualche tempo ha deciso di reinventare il pranzo della domenica.

Sono quelli dei PDU, i Pranzi Domenicali Umbri, un appuntamento che, anche grazie ai social, è diventato una specie di cult e che unisce amicizia, musica e soprattutto tanta voglia di stare insieme come tradizione regionale impone nel giorno di festa per antonomasia.

C’è molto, davvero molto altro ancora in questo numero di The Mag, ma lascio a voi il gusto della scoperta.

Io vado a imparare a planare sopra gli strapiombi.

la firma autografa di Andrea Luccioli

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