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Qui Leicester Sofia Robellini

2 min.

Tifernate doc, classe 1993, liceo a Sansepolcro, università a Perugia (laurea con lode in Infermieristica), marzo 2016. Ad aprile dello stesso anno il colloquio per lo University Hospitals of Leicester Trust nel Regno Unito, a luglio l’ingresso come membro del gruppo di gestione per il progetto diretto ad alcuni pazienti di Terapia Intensiva/Rianimazione in parallelo alla specializzazione con il Master in Area Critica ed Emergenza.

«Ho usato i mesi da aprile a giugno per prepararmi alla partenza e per ottenere tutti i permessi necessari: i documenti di iscrizione all’albo degli infermieri inglese e un risultato di almeno 7/9 allo IELTS test per dimostrare di poter comunicare efficacemente al lavoro. Una volta sbrigate tutte le pratiche e avuta la conferma da parte del Trust sono partita».

Quando e perché hai deciso di andare all’estero?
«Fino al giorno della laurea ero fermamente convinta di non partire. Poi, riguardando le offerte di posti di lavoro nel Regno Unito ricevute nei mesi precedenti, le ho valutate e ho notato quella di Leicester tra le altre: un Trust con ottime referenze e standard di cura all’avanguardia sotto molti punti di vista. Non potevo rifiutare l’opportunità di un’esperienza così grande ed eccomi qui a fare il lavoro che amo in un posto decisamente meritevole».

Qual è il tuo lavoro e dove vivi?
«Attualmente vivo nella città di Leicester. Durante il colloquio mi è stata data la possibilità di scegliere il mio incarico. Ho iniziato come infermiera di cardiologia e ad aprile 2017 mi sono trasferita in terapia intensiva e rianimazione per adulti (AICU) sempre nello stesso ospedale, Glenfield Hospital. L’unità dove lavoro ora è piuttosto grande, ci occupiamo di diversi tipi di assistiti, dalla care postchirurgica a tutte le patologie cardio-respiratorie. Sono orgogliosa di fare parte di un team così grande ed efficiente tanto come giovane infermiera che come persona».

Cosa ti manca dell’Italia?
«Tante cose in realtà, ma prima di tutto, il clima. Non vivo un’estate che meteorologicamente possa definirsi tale da due anni e il mio pallore ne è la dimostrazione. Segue il cibo perché non esiste niente come il cibo italiano fatto in Italia».

Un pregio e un difetto del paese dove vivi.
«Il più grande pregio di Leicester è sicuramente la sua posizione geografica e la sua multiculturalità. Siamo praticamente al centro dell’isola di Gran Bretagna quindi ogni meta è molto facile da raggiungere, aeroporti compresi! Difetti: il ritmo generale. Non essendo una vera e propria metropoli tutto sembra un po’ lento: ristoranti, bar, negozi. E il caffè. Non sono ancora riuscita a bere un caffè come si deve in due anni fuori dal mio appartamento».

Se domani il tuo lavoro si trasferisse in Italia, torneresti volentieri?
«Se potessi fare lo stesso lavoro in Italia tornerei. Casa è sempre casa, lì c’è la mia famiglia, gli amici, le cose a cui tengo di più. Il lavoro è una parte fondamentale della mia vita e non riesco a pensare ad un futuro stabile senza».

Cosa ti sta dando questa esperienza?
«Un impatto su di me non solo dal punto di vista lavorativo ma anche sul modo in cui vedo il mondo. Ho acquisito molta più indipendenza e pazienza, ho imparato che non si può ottenere sempre tutto quello che si vuole, ma lavorare per i propri obiettivi è comunque fondamentale».

Pubblicato da

Redazione di the mag

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