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QUI Mülheim an der Ruhr FRANCESCA MANDRELLI

Francesca Mandrelli in laboratorio
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È nata a Sansepolcro, classe 1990, cresciuta nella piccola frazione di Pitigliano, scuola elementare e media a Selci, poi liceo scientifico a Sansepolcro e università a Perugia, laurea (con lode) su Chimica e tecnologie farmaceutiche (CTF). «Dopo la laurea ho fatto 9 mesi di tirocinio, alla Novartis nel settore di ‘continuous manufacturing’. Nel 2016 ho iniziato il dottorato in Chimica organica (organocatalisi) nel gruppo del professor Benjamin List al Max Planck Institute, in Germania», dice.

Quando e perché hai deciso di andare all’estero?
«Durante il quarto anno di università mi attraeva l´idea di un´esperienza nell´industria farmaceutica, ovunque. Chiesi consiglio ad alcuni professori ed uno dei nomi che mi colpì di più fu Novartis, a Basilea (Svizzera), una delle più grandi ed importanti industrie farmaceutiche al mondo. Dopo oltre 6 mesi dalla mia richiesta, mi contattarono dicendo che una posizione si era aperta, così ho lasciato tutto e sono partita per la mia prima vera avventura all´estero. Per me era una sfida personale per crescere, conoscere culture diverse, migliorare il mio inglese scolastico ed infine essere più competitiva a livello professionale.

Qual è il tuo lavoro e dove vivi?
«Al momento sto facendo il dottorato di ricerca in chimica organica al Max Planck Institute für Kohlenforschung a Mülheim an der Ruhr, in Germania. La città era completamente sconosciuta per me, ma il gruppo di ricerca del professor Benjamin List, nel quale mi trovo da 2 anni, è di fama internazionale».

Cosa ti manca dell’Italia?
«Mi mancano gli italiani! Mi manca la cordialità gratuita della gente per strada. C`è da dire che io qua sono la ‘straniera’, che parla un tedesco un po´ elementare, ma noto quotidianamente l´indifferenza verso il prossimo».

Un pregio e un difetto del paese dove vivi.
«Pregio: i giovani sono inseriti facilmente nel mondo del lavoro e sono retribuiti fin dal primissimo tirocinio. Difetto: il cielo costantemente coperto da un manto uniforme di nuvole grigie».

Torneresti volentieri?
«Assolutamente si! All´estero si può lavorare bene, ma in Italia si vive meglio che in qualsiasi altro paese. Credo che noi italiani abbiamo una caratteristica che ci distingue: mettiamo del sentimento in qualsiasi situazione (lavoro, famiglia, cibo, moda, arte e cosi via). Credo che questa caratteristica ci abbia sempre contraddistinto».

Cosa ti sei portata dall’Italia?
«Mio marito Luca: mi ha seguito in questa mia avventura e mi sostiene costantemente. È grazie a lui che la mia vita nella grigia Germania ha un meraviglioso colore italiano!».

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Pubblicato da

Redazione di the mag

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