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Roberto Balestracci – speciale “Visioni” – Becoming X

Roberto Balestracci

Come il Coronavirus ha cambiato la tua vita?
«Mi ha fatto allontanare dai banchi: dai banchi del locale dove lavoro, dai banchi dei locali dove bevo, dai banchi di scuola dove insegno».

Cosa hai riscoperto durante i giorni del grande isolamento?
«Il silenzio, il tempo, un’ipocondria beffarda che ti coglie poco prima di coricarti, un terrazzo come momento di socializzazione».

Cosa ti ha insegnato l’emergenza?
«A risottare qualsiasi cosa, a organizzare le mie giornate come Clint Eastwood in Fuga d’Alcatraz, a gestire il tempo come se tutto fosse un lunghissimo Shabbat».

 


 

cosa ascolto

“My Funny Valentine” cantata da Chet Baker

cosa leggo

“La boutique del mistero” – Dino Buzzati

cosa guardo

In questo periodo ho visto per la prima volta in vita mia Via col Vento


BIO

Figlio di baristi, Roberto Ballestracci viene concepito tra i tavoli del bar Sport di Cassano d’Adda e  nasce in una notte buia e tempestosa il 20 marzo 1977 a Treviglio nella ruggente, operosa e anche un po’ velenosa Brianza. Nel ‘78 decide improvvisamente di trasferirsi a Rimini trascinando con sé tutta la famiglia, con gravi ripercussioni sul loro bilancio economico. Sono gli anni Ottanta, Roberto scopre di saper disegnare e lo fa su carta, tavoli, armadi, divani per la gioia di mamma Luigia. Frequenta in maniera brillante e decisamente costante elementari e medie per poi iscriversi al liceo artistico statale P. L. Nervi di Ravenna. Intanto le estati riminesi lo hanno trasformato in cameriere, barista, animatore e ballerino acrobatico. Prova ad entrare all’ISIA di Urbino e, non si sa come, ci riesce. Completa il ciclo di esami, tuttora rimane indeciso sul fatto di dare o no la tesi. Torna a Rimini e inizia a collaborare come grafico in diversi studi. Tuttora il Ballestracci si divide tra disegno, comunicazione, grafica, didattica e  servizio ai tavoli. Nel 2013 fonda con gli amici Andrea Valentini e Alberto Romanotto lo studio 15>19 che si occupa di comunicazione nelle più svariate sfaccettature.


Una matita ci salverà

Questo numero speciale di The Mag è nato da un’idea ma soprattutto dalla creatività di 50 illustratori del collettivo Becoming X. Scopriamoli!

Li abbiamo imparati a conoscere numero dopo numero su queste pagine.

Sono gli illustratori, i disegnatori e i fumettisti che insieme formano il collettivo Becoming X, un gruppo di ragazzi che dal 2012 ha deciso di condividere una passione, quella per il disegno.

Tante sensibilità, tanti sguardi e tante “penne” che, ognuna col proprio tratto, creano mondi e suggestioni che abbiamo imparato ad amare anche su The Mag.

In passato li abbiamo anche seguiti nei loro “live drawing”, delle specie di “estemporanee” dove ci si ritrova e si disegna insieme.

Li abbiamo visti all’opera in mille situazioni, dalla Galleria Nazionale dell’Umbria al Lars Rock Fest fino ai locali prima dei concerti o in degli eventi per i più piccini.

Talento, divertimento e tanta creatività: ci siamo innamorati subito del loro lavoro. Anche per questo, insieme al coordinatore e direttore artistico del collettivo, ovvero Daniele Pampanelli, abbiamo ragionato su una collaborazione “speciale” per questo numero da quarantena.

Il risultato di questo “esperimento” lo troverete nelle prossime pagine, a noi è sembrata una cosa davvero bellissima e per questo vogliamo ringraziare tutti i disegnatori che hanno dedicato il loro tempo e la loro creatività per realizzare questo progetto.

THE MAG 45 / Visioni – BecomingX

Published by

Redazione di the mag

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