Scoprire la filosofia con i Baustelle in cuffia

Si intitola “L’amore, la violenza e la filosofia”, è il libro di Alessandro Battistelli, professore di liceo, che ha scelto la band e soprattutto la musica e i testi di Bianconi & Co per parlare di filosofia ai ragazzi e non solo

Alessandro Battistelli

Possiamo dirlo senza far drizzare i capelli a qualcuno, i testi e la musica dei Baustelle ci hanno sempre lasciato addosso qualcosa di più alto rispetto all’evidenza pop-rock della loro produzione musicale e artistica.

Ogni volta che ci siamo ritrovati a canticchiare “La guerra è finita”, ad esempio, abbiamo capito che dietro quel testo c’era un’idea profonda, un disagio adolescenziale con cui tanti hanno fatto i conti da ragazzi e che tutto questo “altro e non detto” veniva da lontano. Dall’indagine filosofica, per la precisione.

Questo ragionamento lo possiamo applicare non solo al brano più conosciuto de “La malavita” (2005), ma a tutta la discografia del gruppo toscano e anche alla produzione solista di Francesco Bianconi, il frontman della band e di Rachele Bastrenghi, l’alter ego femminile di Bianconi. Non è così un caso che qualcuno abbia deciso di “codificare” il linguaggio filosofico dei Baustelle e utilizzarlo come metodologia alternativa nella didattica scolastica.

Via i manuali in cartella, dentro Spotify e YouTube. Che dire? 

Bravo prof! Sì, perché questa idea è venuta in mente ad Alessandro Battistelli, professore che vive ad Assisi e insegna Filosofia e Storia al licelo classico Giuseppe Mazzatinti di Gubbio e che ha pubblicato per i tipi di Arcana il libro “L’amore, la violenza e la filosofia – Idee per una didattica integrata con la musica dei Baustelle”.

Battistelli, prima ancora che un insegnante, è uno che si domanda un sacco di cose – da buon appassionato di filosofia – e per questo da tempo si interroga sul problema dell’alterità e del suo rapporto con la rivoluzione digitale.

In mezzo ci ha infilato anche la sua passione per la settima arte, il cinema e per la musica. Da qui sono nati diversi scritti e, infine, il libro sui Baustelle.

Ma davvero Bianconi & Co possono sostituire i manuali scolastici di filosofia?

Non azzardiamo risposte, ma possiamo dire che il risultato del lavoro di Battistelli è davvero sorprendente.

Prendete 17 pezzi del gruppo toscano, messi in ordine come una playlist di Spotify (che esiste veramente e che serve per agevolare la lettura e la comprensione dei testi in maniera ancora più efficace insieme a dei Qr code collegati con i video delle canzoni su YouTube) e aggiungete un’analisi dei testi delle canzoni che tira in ballo i pensatori della filosofia antica e di quella moderna.

Un viaggio musicale bellissimo nell’anima e nel pensiero con sottofondo rock.

Come funziona il libro lo spiega direttamente l’autore: ci sono alcuni concetti della filosofia che sono difficili da spiegare ma che, grazie a una trasposizione – in questo caso musicale – diventano più facilmente comprensibili e quindi assimilabili.

Gli esempi chiarificatori, specie se fatti attraverso un immaginario prossimo a quello del destinatario del messaggio, rendono la spiegazione di un concetto facile, in alcuni casi sorprendente.

Leggiamo dalla quarta di copertina: “nel testo de La guerra è finita viene raccontata la storia di una ragazza che decide di suicidarsi ed è interessante chiedersi cosa sarebbe successo alla ragazza se avesse conosciuto l’etica di Immanuel Kant.

Nella canzone Il liberismo ha i giorni contati viene affrontato il tema del capitalismo, utilizzando un breve saggio di Walter Benjamin sul capitalismo come religione per passare ad analizzare la strutturazione della realtà portata avanti da questa espressione economica con la creazione neoliberista dei non-luoghi.

Viene anche affrontato il tema dell’amore platonico approfittando dell’ispirato testo della canzone EN, che sembra descrivere una scala di esaltazione amorosa verso l’alto proprio come fa

il filosofo ateniese”.

Chissà se un giorno i manuali di filosofia avranno anche un appendice entusiasmante come il libro di Battistelli? 

Chi può dirlo. Di certo la lettura di “L’amore, la violenza e la filosofia” ci regala una visione profonda e strutturata di un mondo, quello della musica pop-rock, spesso declassata e poco considerata.

No, non sono solo canzonette quelle dei Baustelle (e dei loro colleghi). Anche perché, come Battistelli spiega nella premessa del libro: la musica è un fattore razionale, descrive la realtà e la contemporaneità, cercare di comprenderla significa avvicinarsi al mondo dei ragazzi e decifrare emozioni e sentimenti delle nuove generazioni.

INFO

www.hoepli.it/l-amore-la-violenza-e-la-filosofia

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