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Scoprire Nuvolo

portrait of Nuvolo - Giorgio Ascani
6 min.

GIORGIO ASCANI, NUVOLO, UNA STORIA

Anno 1944, siamo in piena Resistenza. Nome di battaglia da partigiano: Nuvolo, perché appariva e scompariva tra le colline umbre.

Era imprevedibile. Da lì in poi, il diciottenne Giorgio Ascani quel nome cosi poetico se lo portò dietro per tutta la vita. Non più da militante nella brigata San Faustino, ma come artista.

di Cristina Crisci e Marco Polchi

 

Nuvolo fu sperimentatore, visionario, tecnicamente ineccepibile, fin da ragazzo. Quando iniziò a coltivare l’amore per l’attività artigianale dei genitori, entrambi tipografi, dimostrando capacità e doti manuali fuori dal comune.

È per questo, per seguire la sua precoce ispirazione, che a soli ventitre anni si trasferisce a Roma su consiglio di Alberto Burri, amico che diventerà uno dei giganti dell’arte contemporanea. La Capitale è in quel momento una vera fucina di idee e talenti e lo studio di Via Margutta, dove Nuvolo collabora con Burri, ne è l’epicentro.

Qui conosce Edgardo Mannucci, si muove in altre gallerie, frequenta autori come Corrado Cagli (con il quale instaurerà una grande amicizia e un grande sodalizio artistico) e il Gruppo Origine, composto tra  gli altri da Giuseppe Capogrossi, Mario Balocco, Ettore Colla e dallo stesso Burri.

Con loro condivide l’interesse verso nuovi materiali, forme, uno scambio di idee e innovazioni. Senza rendersene conto, Nuvolo si trova nel bel mezzo di una rivoluzione.

O meglio, è parte di questa rivoluzione; lui, così riservato e allo stesso tempo geniale.

Nuvolo - Giorgio Ascani - in una foto degli anni '50 nello studio di via Margutta

Nuvolo- Giorgio Ascani / via Margutta, Roma

Ritratto di Nuvolo, Giorgio Ascani, del 1965

Nuvolo – Giorgio Ascani / 1965

Le sue prime serotipie (così ribattezzate dal poeta, amico e critico Emilio Villa), opere prodotte dall’innesto tra la tecnica serigrafica e quella pittorica, risalgono al 1952. Tra gli anni Cinquanta e Sessanta Nuvolo espone nelle migliori gallerie romane, a Firenze, negli Stati Uniti (Peggy Gugghenheim acquista alcuni pezzi per le collezioni di Boston e New York), a Milano, dove viene in contatto con Piero Manzoni e Lucio Fontana.

Nel 1956 sposa Liana Baracchi, compagna e collaboratrice fino ai suoi ultimi giorni, trascorsi a Città di Castello. Qui, dopo aver lasciato la carica di direttore dell’Accademia di Belle Arti di Perugia nel 1984, era tornato e aveva spostato l’atelier dove realizzerà (tra gli altri) i lavori grafici di Alighiero Boetti, ancora Burri, Renato Guttuso, Jannis Kounellis, Milo Manara, Michelangelo Pistoletto e Mimmo Rotella. In un vortice di collaborazioni che spinge Nuvolo verso una produzione d’avanguardia per tempi, modi e mezzi.

E sì, perché le opere serigrafiche sono il fondamento di un linguaggio artistico nuovo che Nuvolo porterà avanti per tutta la vita tra tessitura (come le “Tensioni” delle pelli, i “Diagrammi” e i “Daini” dei primi anni Sessanta); grafica digitale (con l’aiuto dei figli Paolo, informatico e Piergiorgio, tecnico fotografico);  arte informatica (la serie “Aftermandelbrot” dei primi anni ’90 con produzione di figure caleidoscopiche sottoposte allo scandaglio del computer); fino al ciclo “Genesi”, in cui  trova applicazione l’elemento video artistico e sonoro.

Detto questo, è facile capire come Giorgio Ascani sia stato un artista sempre alla ricerca di nuove frontiere, di nuovi spazi.

Imprendibile e multiforme.

Come una nuvola.

NUVOLO e POSTWAR MATERIALITY 1950-1965

Galleria Di Donna - interno

Galleria Di Donna – New York

Nuvolo, Senza titolo, 1958, stoffa cucita e pittura, 100x150, Pinacoteca Comunale di Città di Castello

Nuvolo, Senza titolo, 1958, stoffa cucita e pittura, 100×150, Pinacoteca Comunale di Città di Castello

È il titolo della mostra che apre a New York il 26 ottobre (fino a gennaio 2018) alla Galleria Di Donna e rappresenta il punto di partenza di un nuovo lancio artistico del maestro tifernate a livello internazionale. Sarà una retrospettiva di opere tra il 1950 e il 1965 l’esposizione dedicata a Nuvolo, al secolo Giorgio Ascani, curata dal professor Germano Celant.

È la prima mostra monografica che gli Stati Uniti dedicano all’artista tifernate, deceduto nel 2008 e la cui promozione e tutela culturale è oggi supervisionata dall’Archivio Nuvolo, di cui è presidente la moglie Liana Baracchi Ascani e vice presidente il figlio Paolo.

ACCOSTAMENTI

Nulolo, Giorgio Ascani, opera 205

Nuvolo, Senza titolo, 1960, pelle di daino colorata e cucita, 70×100, Collezione Privata

Le opere di Nuvolo presentate in mostra sono introdotte da altre di artisti come Alberto Burri, Piero Manzoni, Lucio Fontana, Cy Twombly così da rappresentare un periodo storico molto fiorente per l’arte contemporanea italiana.

Sarà anche l’occasione per approfondire il periodo artistico che nel secondo dopoguerra coinvolse Roma in un’entusiasmante proposta di giovani artisti tra i quali anche Burri, Colla, Emilio Villa, Capogrossi e appunto Nuvolo.

E proprio questo periodo creativo verrà mostrato a New York concentrando l’esposizione sul periodo 1950-1965 in cui Nuvolo sperimentava la tecnica della serotipia, dei daini e degli scacchi.

IL PRESTITO DELLA PINACOTECA

Nuvolo, Giorgio Ascani, opera 248

Nuvolo, Senza titolo, 1962, righetta a macchina su tela preparata, 50×70, Pinacoteca Comunale di Città di Castello

Nuvolo, Senza titolo, 1960, tela dipinta e cucita, 70x100, Collezione Privata

Nuvolo, Senza titolo, 1960, tela dipinta e cucita, 70×100, Collezione Privata

Tra le opere scelte dal curatore americano della mostra anche due di quelle facenti parte della donazione della famiglia alla Pinacoteca comunale di Città di Castello: sono Diagramma del 1962, righe di cucito a macchina su tela non preparata, e Cucito a macchina del 1958, stoffa cucita a macchina.

Trasferta a parte, le due opere sono esposte insieme alle altre 13, oggetto della donazione, in modo permanente, ma a rotazione in una delle sale dell’ala moderna della Pinacoteca comunale.

Un ampio catalogo per approfondire e documentare la vita del maestro Nuvolo. Il volume, edito da Skira, darà anche l’opportunità di conoscere la biografica dell’artista e la sua evoluzione umana con il trasferimento da Città di Castello a Roma, dove vivrà e lavorerà per oltre 35 anni, con il pieno coinvolgimento della moglie Liana e dei figli Giorgio e Paolo che ora continuano l’opera di divulgazione delle tante ricerche artistiche fatte da Nuvolo.

ALL’ASTA

Nulolo, Giorgio Ascani, opera 196

Nuvolo, Senza titolo, 1960, tela, daino e fustagno cuciti, 55×72, Collezione Privata

La mostra arriva dopo due presenze di opere di Nuvolo in aste internazionali: Phillips New York nel maggio 2015 e Sotheby’s Londra ad ottobre del 2016, entrambe con risultati record per l’artista e un crescente interesse attorno a questa figura da parte degli operatori internazionali.

«Sta girando un vento di estremo interesse attorno ai lavori di mio padre Giorgio – dice Paolo Ascani, vice presidente dell’Archivio Nuvolo – non tanto una riscoperta, perché tra gli addetti ai lavori era già nota l’importanza del suo lavoro, quanto tra le persone comuni e questo ci fa estremamente piacere visto che mio padre non amava la cultura per pochi intimi, elitaria».

UN PIONIERE DELL’ARTE

Nuvolo Giorgio Ascani e Marco Baldicchi nel 1989 mostra Trieste

Nuvolo – Giorgio Ascani con Marco Baldicchi nel 1989

di Marco Baldicchi – *Artista ed ex assistente di Nuvolo

«Per Nuvolo (1926-2008) ogni nuovo lavoro è un’avventura in nuovi ed inediti problemi: se non ponesse difficoltà, come è solito dire, non vi potrebbe essere interesse e ‘gusto’ nel farlo, diventerebbe ripetizione e indifferente lavoro di routine.

Questo approccio orientato ad una costante ricerca si manifesta fin dall’inizio della sua attività e lo porta a differenziarsi dall’uso che della serigrafia veniva fatto nella grafica pubblicitaria industriale.

Sono gli anni del dopoguerra, tempi pioneristici per chi si vuole interessare di una tecnica ancora giovane, poco sviluppata e con mezzi limitatissimi, soprattutto se si ricercano nuove tecniche applicative anche nel settore delle arti visive.

Nuvolo effettua le prime sperimentazioni a Città di Castello, prima con l’aiuto di alcuni docenti di tecniche grafiche e di fotoincisione dell’IPSIA, istituzione scolastica per le arti grafiche, poi da solo nel proprio laboratorio artigianale.

È il primo in Italia che opera con la serigrafia fotografica, con scarsissimi mezzi, con gelatine al bicromato prese in prestito dalla tecnica del rotocalco.

Le sperimentazioni saranno continuate, tra la fine degli anni Quaranta e i primissimi Cinquanta, anche a Roma negli studi di artisti, Edgardo Mannucci, Alberto Burri, Ettore Colla, presso i quali era ospite, e poi nel proprio di via Margutta.

Contemporaneamente lavora come serigrafo fotografico in studi di grafica pubblicitaria, in laboratori creati con altri soci e poi aprendo il proprio laboratorio alle proposte lavorative esterne.

Anche se questa attività viene fin dall’inizio tenuta ben scissa da quella artistica, a volte nei lavori di grafica commerciale possono essere riscontrabili applicazioni di invenzioni formali e tecniche già presenti in suoi quadri.

Tra il 1953 e il 1954 sono posti in commercio dalla ditta Argon nuovi materiali che permettono un salto qualitativo alla tecnica serigrafica: colori, telai di nuova concezione e la base di stampa universale, di produzione non più artigianale ma industriale.

Sono gli anni nei quali Nuvolo frequenta attivamente lo studio di Ettore Colla e inizia la collaborazione con il periodico della Fondazione Origine Arti visive, stampato all’IPSIA di Città di Castello, diretto dallo stesso Colla con Emilio Villa e di cui sarà chiamato ad essere direttore responsabile il fratello Ascanio Ascani, detto “Riri”.

Walter Benjamin, nel noto testo “L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica”, mette in dubbio la possibilità che le tecniche moderne possano mantenere sia l’“aura” che l’“hic et nunc” dell’opera d’arte: lo sforzo di Nuvolo e del suo atelier è continuamente quello di rispondere a questa sfida.

Se l’obiettivo è dunque quello di modificare il meno possibile la qualità dell’“aura” dell’opera nel passaggio da uno stato fisico ad un’altro, è necessario operare una costante ridefinizione nel corso della trasformazione che diviene il nuovo “qui e ora” dell’opera.

Nuvolo crea una sua pittura con la serigrafia per realizzare dei pezzi unici, affinando la tecnica fino ad ottenere un controllo estremo del mezzo».

(Col contributo di Aldo Iori) – Articolo tratto da: marcobaldicchi.it

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Pubblicato da

Redazione di the mag

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