“Se niente importa, non c’è niente da salvare”

Andrea Luccioli mentre sorride

Lo scrive Jonathan Safran Foer in un libro in cui affronta il tema del perché continuiamo a mangiare gli animali. Foer, per farla corta, invita tutti a riflettere sul dolore degli animali, sulla nostra sensibilità e attenzione verso chi è inerme, debole, non ha voce. Lo fa dopo essere diventato padre, perché ha capito che nutrire suo figlio è più importante che nutrire se stesso.

di Andrea Luccioli

Per me questa è e sarà la frase più importante di quest’anno. Lo era già ai primi di febbraio, quando il numero di The Mag cominciava a prendere corpo e i due servizi più importanti avrebbero riguardato Riccardo e Isacco andati alle Isole Svalbard e che si sono trovati di fronte in maniera netta gli effetti del climate change e quello su Valentina, ragazza toscana ma umbra di adozione che si è messa a coltivare grani antichi, ha creato un consorzio che raccoglie agricoltori “resistenti” e sta lavorando per creare comunità agricole consapevoli e custodi del cibo – sano – che viene dalla terra.

Poi è successo che un signore che governa un grandissimo Paese abbia invaso militarmente un altro Paese che, pur tra mille limiti, ha scelto da qualche anno un percorso democratico. Stop.

Ed ecco che quella frase di Foer ha così preso un ulteriore significato, più profondo e, se vogliamo, anche fatalistico.

Non starò qui a ragionare di guerra, spero sia abbastanza evidente a tutti che in questo momento l’unica cosa che conta sia la pace, lo stop alle azioni militari e scongiurare l’incubo nucleare, ma voglio rimanere concentrato sulle parole di Foer che lui ha ripreso dalla nonna, quasi morta di fame durante la guerra e che comunque scelse di rifiutare la carne di maiale perché, appunto, “se niente importa, non c’è niente da salvare”.

Quelli che stiamo vivendo sono momenti drammatici e che ci colpiscono direttamente. Il nostro mondo caldo e comodo si sta sgretolando e prima la pandemia e ora la guerra in Ucraina ci stanno dicendo che no, pensare che il male accada sempre lontano non è un pensiero contemplabile.

Occorre prendere coscienza che se abbiamo cura di qualcosa, quel qualcosa va protetto ogni giorno. Altrimenti non c’è nulla da salvare. Vale per tutto. Per la guerra, per la libertà, per gli affetti, per i figli, per gli animali, per quello che mangiamo, per questo pianeta che continuiamo a maltrattare.

È ora di scegliere cosa importa, perché c’è tanto salvare.

la firma autografa di Andrea Luccioli

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Andrea Luccioli

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