logo
logo

Simona Checcaglini: «Così coltivo le mie idee»

Simona Checcaglini si profuma il collo con una fragranza
3 min.

Al telefono ha una voce limpida e rassicurante, di quelle che rivelano il carattere di chi parla e ci entri subito in sintonia. La voce è quella di Simona Checcaglini: botanica, imprenditrice nel settore degli eventi con una spiccata sensibilità green e la passione per i profumi.

Nata ad Anghiari, Simona Checcaglini vive e lavora ormai da tempo a Perugia, dove ha fondato prima l’Associazione erbEventi, poi la società Initinere, con la quale organizza tra gli altri «Herbae volant, Fructus manent», giunta alla settima edizione con numeri di tutto rispetto: cinquemila visitatori, cinquanta espositori, un collegamento tra le bellezze storiche e la tematica delle erbe officinali, aromatiche e dei frutti antichi. Da un paio d’anni, inoltre, ha lanciato la linea di fragranze d’ambiente Pomi d’Umbria, distribuiti in più di quindici punti vendita sparsi per l’Italia e con i quali sta conquistando una miriade di visitatori stranieri…

di Marco Polchi

Simona Checcaglini, innanzitutto, come può una toscana innamorarsi dell’Umbria?
«Può, può! C’è voluto del tempo, non è stato immediato, i toscani sono orgogliosi delle loro origini, ma è accaduto e mi sono innamorata follemente dell’Umbria. Ha degli elementi di ‘verità’ che continuano a stupirmi».

Lei è conosciuta come organizzatrice di eventi legati alla natura, alla bellezza, all’Umbria. E prima, cosa faceva?
«Mi sono occupata di tutela del territorio, in particolare di impatto ambientale; un lavoro meno creativo di quello che faccio oggi, ma che mi ha aiutato a comprendere il paesaggio e le sue connessioni».

Poi è arrivata Initinere, con la quale organizza eventi.
«Da due anni è cominciato questo folle viaggio. Ad oggi il mio staff è formato da quattro persone, ma quando siamo sotto evento cresce molto».

Folle viaggio: perché?
«Perché non è un po’ da pazzi mettersi in proprio?! Non avrei mai pensato di creare una società tutta mia, con delle responsabilità importanti, che comunque affronto con grande passione».

Dal 2011 lavora alla realizzazione di «Herbae volant, Fructus manent»: di cosa si tratta?
«È il fiore all’occhiello del nostro lavoro. Ha un format ben definito che ad ogni edizione si contestualizza a una diversa location. È una mostra mercato dove le erbe e i frutti, ma anche l’artigianato di qualità, la fanno da padrone. Ci sono laboratori didattici per bambini, workshop per adulti, mostre pomologiche e visite guidate al luogo che ospita l’evento».

Da dove le è venuta l’idea di unire eventi, territorio e natura?
«Da quello che ho studiato, sono botanica esperta di piante medicinali. L’Umbria è ricca di Abbazie benedettine e ho sempre pensato che le persone avessero un grande bisogno di bellezza. Ho provato a mescolare il tutto e già dalla prima edizione abbiamo riscontrato un grande successo. Ciò mi ha dato conferma che eravamo sulla giusta strada».

Pensa di esportare quest’esperienza all’estero?
«All’estero… tempo al tempo, anche se quello che facciamo piace molto ai visitatori stranieri. Spostarmi in Italia invece mi piacerebbe, anzi, diciamo che abbiamo già buttato uno sguardo fuori regione».

Simona Checcaglini, il suo motto è “Non esistono problemi, esistono solo opportunità”. Riesce sempre ad essere così ottimista?
«E questo chi gliel’ha detto?! Innanzitutto sono convinta che tutto quel che avviene conviene, poi odio chi si lamenta e quando proprio non posso parlare di opportunità allora parlo di questioni. Funziona!».

Quant’è difficile nel nostro Paese occuparsi di eventi?
«Molto dal punto di vista della burocrazia. Per di più organizzo eventi itineranti che vanno a scoprire beni culturali, cosiddetti minori, ci vuole una grande tenacia. Certo, i nostri visitatori ti restituiscono molto di questa fatica».

Da poco ha creato «Pomi d’Umbria», una linea di fragranze d’ambiente ispirate al cuore verde d’Italia.
«I Pomi d’Umbria sono un pezzo di cuore. Il progetto nasce da un’esigenza ben precisa da parte del pubblico degli eventi che continuamente richiedeva un prodotto a marchio nostro; poi la mia passione per i profumi ha fatto il resto. Suggestioni olfattive e visive si fondono: il copri tappo in ceramica è prodotto in Umbria e racconta la storia dei frutti antichi di questa regione».

Com’è collaborare con la Fondazione Archeologia Arborea di Lerchi?
«Molto stimolante, Isabella Dalla Ragione, la sua presidente è colei che ci ha indicato i tre frutti che poi sono diventati i nostri copri tappi di Pomi d’Umbria…».

Lei ha sempre avuto questo lato green?
«Sempre. Mi piace vivere in città, ma sento il richiamo della campagna; ho bisogno di toccare la terra, di annusarla e di ascoltarla».

Non è che ha anche un orto…
«Certo, sul balcone con una collezione di piante aromatiche che vengono da tutta l’Italia. Un profumo che si estende per tutto l’isolato. E l’isolato ringrazia!».

Simona Checcaglini e il suo staff durante un evento

Simona Checcaglini e il suo staff

Copri tappo Mela Conventina in ceramica

Copri tappo in ceramica dei Pomi d’Umbria, in forma di Mela Conventina.

L'evento Herbae Volant Fructus Manent a l'Abbazia di Montelabate evento organizzato da Simona Checcaglini

L’Abbazia di Montelabate, una delle location di “Herbae Volant, Fructus Manent”

Post simili

Pubblicato da

One thought on “Simona Checcaglini: «Così coltivo le mie idee»”

Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.