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STEFANO GIOGLI – Progetto fotografico GOING SLOWLY

Stefano Giogli
2 Min. - tempo di lettura

A pochi giorni dalla pubblicazione ufficiale e dalla prima presentazione (il 26 settembre, in Pinacoteca Comunale a Città di Castello) del libro fotografico Going slowly, abbiamo incontrato il suo autore, il tifernate Stefano Giogli. Siamo stati una buona mezz’ora a parlare con lui, sempre stimolante, attivo e pronto a raccontarsi. Sono venuti fuori molti argomenti legati alla fotografia e al libro ovviamente (l’opera è stata selezionata pure per il Festival Internazionale di Roma), ma poi anche a tutto quello che gli gira intorno.

Di Marco Polchi

Stefano Giogli, tanto per cominciare: com’è nata la passione per la fotografia?
«È nata a vent’anni, nel 1985 quando partecipai per la prima volta a un corso di fotografia. Da lì dopo i primi mesi intensivi di scatti c’è stato uno stop anche se ho sempre continuato a fare delle cartoline per raccontare i miei viaggi in giro per il mondo, a partire dalla Grecia in Vespa».

E poi?
«Poi ho ripreso a scattare seriamente nel 2000, con un’altra visone, molto più ampia e approfondita della fotografia, andando a mostre di altri autori, festival e prendendo spunto da film come quelli di Antonioni. Tutto questo mi ha permesso di capire di più la fotografia, impostare un progetto e trovare la libertà di scattare all’interno di una storia ben definita».

Stefano Giogli - Going Slowly

Stefano Giogli – Going Slowly

Stefano Giogli - Going Slowly

Stefano Giogli – Going Slowly

 

Dopo varie mostre, progetti ora è il momento di un libro…
«Sì ma non lo vedo come la fine di qualcosa. Lo sento anzi come un punto di partenza. Sono contento quando riesco a vedere con occhi e prospettive nuove, più di quando mi viene detto che ho scattato una bella fotografia».

Con il titolo Going Slowly cosa vuoi comunicare?
«Vorrei trasmettere un’idea di lentezza, di andare piano, come io riesco a fare solo con la fotografia, con la quale perdo ogni riferimento temporale, riesco a riflettere, e cerco di capire quello che mi circonda. Lo spunto viene da un cartello stradale visto qui vicino a Città di Castello in cui c’è scritto appunto: “Andare piano”».

Hai sempre fotografato soprattutto persone – ricordiamo le serie “L’unico ad essere diverso eri Tu” (esposta anche in Spagna) e “A tavola“, ora sei passato al paesaggio. È un’evoluzione?
«Si tratta di una sorta di necessità interiore, di ricerca, di percorso che mi ha portato negli ultimi anni a essere affascinato da una fotografia che non avevo mai studiato e affrontato, quella appunto senza persone, che in apparenza non ha niente. In modo sbagliato ero legato a un paesaggio stereotipato, naturalmente bello, invece ho scoperto la ricchezza del paesaggio contemporaneo».

A chi ti sei ispirato per questa nuova fase che poi hai trasportato nel libro?
«A molti esempi legati all’America, da Robert Adams a Lewis Baltz, dove il paesaggio è spesso sconfinato e non sempre benevolo ma anche ai pittori del nostro ‘400, come Bellini e Piero della Francesca in cui ho scovato degli elementi, linee, figure nascoste che danno equilibrio all’immagine».

A chi vuoi parlare con quest’opera?
«Non è un libro facile da capire, il progetto alla base è abbastanza complesso, ma credo ci sia una poetica di fondo che possa colpire ed essere condivisa con molte persone. È indirizzato a tutti ma richiede di fermarsi un attimo a pensare, leggere i testi – per i quali ringrazio Giovanna Calvenzi importante critica fotografica nonché moglie del grande Gabriele Basilico scomparso l’anno scorso e Paola Rondini -, soffermarsi sui colori: going slowly, appunto».

Hai in mente qualcosa per Città di Castello?
«Sì, ed è una cosa legata sempre al paesaggio, fatto ad hoc, ma non posso dire niente di più!».

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One thought on “STEFANO GIOGLI – Progetto fotografico GOING SLOWLY”

  1. foto senza un minimo di Anima, paesaggi che non dicono nulla se non all’autore, è il mondo visto da “chiunque”, e la domanda è spontanea: ma dov’è “l’occhio fotografico” ? quindi “andando piano”, forse ci si aspetta qualcosa di più !!

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