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Talento e generosità: le meraviglie di Becoming X

6 min.

Becoming X è un collettivo atipico fatto di artisti e musicisti  che si ritrovano per dei live drawing imperdibili

Sono un collettivo atipico. Senza un manifesto ma con un cuore grande e un talento enorme. Sono i ragazzi di Becoming X, un gruppo di disegnatori, illustratori, designer e molto altro ancora, che da qualche tempo organizza dei live drawing (ma potremmo chiamarle anche “estemporanee”) durante alcuni grandi eventi sfornando piccole meraviglie.

Siccome a noi di The Mag queste cose piacciono molto, abbiamo deciso di avviare una collaborazione che vi sveleremo nei prossimi numeri. Con tanto di sorprese annesse.

Nel frattempo ve li facciamo conoscere attraverso le parole del coordinatore artistico di Becoming X, Daniele Pampanelli, cui abbiamo chiesto di raccontarci cosa c’è dietro questo progetto.

Quando nasce l’idea  di Becoming X?
«Nasciamo come trasmissione su Radiophonica, una webradio, intorno al 2012, un programma che univa musica e disegno, con un illustratore che disegnava dal vivo su pezzi mixati ad hoc e rielaborati da Newcombe dj.

Dopo una decina di puntate a fine stagione l’idea era quella di una cosa dal vivo invitando tutti gli illustratori ospitati durante l’anno a disegnare insieme. Era più una festa che un progetto vero e proprio.

Il successo che abbiamo avuto in questa serata, e l’entusiasmo di quelli che hanno partecipato, ci hanno fatto pensare che potesse essere una cosa replicabile e anzi che potesse svilupparsi e articolarsi. Crescere».

Come vi muovete?

«Ci siamo organizzati, sia internamente (mettendo sempre al primo posto il progetto tematico della serata e quindi dividendoci ruoli e responsabilità), sia fiscalmente fondando un’associazione di promozione sociale con lo scopo di poter interloquire in maniera seria con i vari enti o privati che sempre più ci chiedono di collaborare con noi.

Al momento siamo una cinquantina di tesserati, tutti attivisti del progetto Becoming X in prima persona, ma sono di più le persone che a vario titolo hanno collaborato e collaborano con noi.

Lo scopo infine è sempre quello di unire Suono e Arte, in un matrimonio spesso complicato ma estremamente ricco.

E, se permetti, in un momento come questo, lo scopo è anche politico: citando e parafrasando i Clash, chiunque lavori per la creatività, per la crescita di consapevolezza personale e artistica non può che essere un presidio antirazzista e antifascista.

“Noi siamo contro l’ignoranza».

Avete un manifesto? 

«Ne abbiamo tanti, uno per disegnatore per ogni evento!».

Avete uno spazio per ritrovarvi, come vi tenete in contatto?

«Ovviamente i social sono stati il mare dal quale dall’inizio si è pescato il disegnatore, perché si vedevano le sue cose, ci piacevano e si cercava di coinvolgerlo. Ancora è così in effetti.

Da subito abbiamo utilizzato i social per comunicare tra di noi, e in particolare un gruppo chiuso in cui ci organizziamo.

Inoltre con tutti gli eventi che abbiamo fatto quest’estate credo che alcuni di noi abbiano visto più i disegnatori del Becoming che i propri partner, e li abbiano sentiti quotidianamente in rete.

Un buon modo di utilizzare i social, senza dubbio».

Vi ispirate a qualche collettivo? 

«In realtà stiamo facendo un percorso molto autonomo e piuttosto peculiare, fondato sulle nostre specifiche caratteristiche.

Anche perché il nostro non vuol e forse neppure può, essere il classico collettivo che condivide un Manifesto su cosa fare o non fare, su cosa sia l’arte o il disegno, su quale orizzonte politico/artistico ci si deve porre.

Anzi siamo un gruppo molto molto aperto, dove autori di caratura nazionale e internazionale convivono con semplici appassionati che fanno tutt’altro per vivere, ai nostri eventi.

Non neghiamo mai lo spazio per chi tra gli spettatori vuole unirsi a noi e disegnare, o ai molti bambini che spesso ci affiancano in estemporanea , e al nostro interno convivono anche modi di vivere e vedere l’illustrazione, il fumetto e il disegno in modo molto molto diverso, qualche volta antitetico.

Siamo una comunità, direi. Ed è una bella cosa».

Gli eventi più importanti cui avete partecipato?

«Tutti gli eventi che organizziamo o di cui siamo ospiti sono importanti, non farei classifiche.

Se vogliamo citarne alcuni, quest’estate siamo stati a Cattolica al MystFest, invitati dal comune romagnolo al più antico festival europeo sul cinema e la letteratura gialla e noir, dopo essere stati invitati dal comune di Assisi a un festival simile nei contenuti.

Questo era importante nel senso che siamo stati chiamati per quel che facciamo, che avevano visto e senza che conoscessero nessuno di noi personalmente: ci siamo confrontati con il dover organizzare un evento senza avere la possibilità di essere in loco, cosa che ci ha misurato dal punto di vista organizzativo.

È andata bene».

E poi? 

«Importante per noi sono gli eventi del cuore: quelli al Lars Rock Fest a Chiusi, ad esempio, dove quest’anno abbiamo avuto l’opportunità di fare un evento di animazione e musica dal vivo sul palco, come vere rockstar.

Quelli al Postmodernissimo, che è un po’ casa nostra e dove abbiamo fatto il secondo Becoming X, quello che ha fatto partire davvero tutto, e altri due Becoming X nel tempo, su Star Wars (dove abbiamo ricreato i poster della Saga disegnando ognuno in vari cartoncini quadrati un pezzo di questi e montando tutto insieme, con un effetto di tante mani che compongono un unico grande visual) e sul centenario della Rivoluzione d’Ottobre.

In tutti questi eventi abbiamo messo insieme disegno tradizionale con tecniche tradizionali (acrilici, pennarelli, matite) e eventi di disegno animato dal vivo, proiettato su grande schermo e sonorizzato da musicisti live, a ribadire l’interesse che abbiamo in tutti gli strumenti che potenzialmente possiamo sperimentare.

Quest’estate ne abbiamo fatte davvero tante che farei un torto a tutti nominandoli e magari tralasciandone altri».

La playlist raccontata di Newcombe dj



Sneaker Pimps – Becoming X

L’origine del nome Becoming X ha una storia molto lunga dietro che parte molto prima del programma radio ma l’idea del nome, del diventare X, qualcosa di indefinito, viene da questo pezzo dell’omonimo storico album di questo gruppo.

Fever Ray – If I had a heart

Il primo pezzo della prima puntata di Becoming X, da un certo punto di vista il punto da cui è partito tutto.

Majical Cloudz – Childhood End’s

La vera puntata zero, quella in cui abbiamo seprimentato il formato del programma, che ha visto protagonista (come illustratore e come videomaker) Bjorn Giordano e da cui abbiamo capito che era qualcosa che funzionava, partiva con questo pezzo dei Majical Cloudz.

Lcd Soundsystem – Someone great

Gli Lcd Soundsystem sono il mio gruppo preferito e questo pezzo era nel mixtape della puntata che ha coinvolto quello che è diventato poi il mio socio, Daniele Pampanelli, in qualche modo da qui è partito un altro pezzo di questa storia.

Portishead – Glory box (Scorn)

Ospite della seconda puntata del programma è stato Luca Luciani che oltre a essere un bravissimo illustratore (ma anche un tatuatore) è anche un fenomenale chitarrista, l’idea di farlo improvvisare con il suo strumento su un questo storico pezzo dei Portishead è stata un altro tassello di quello che poi sarebbe successo dopo.

Berlin – Take My Breath Away

Durante il nostro secondo evento, il primo al Postmodernissimo, gli Espada De Drago realizzano questa cover davanti all’ingresso del cinema e sebbene sia una canzone che c’entra molto poco con l’ideale sonoro di Becoming X – e che sia un pezzo che fino a qualche anno fa probabilmente avrei snobbato – è stato nella mia testa il pezzo simbolo di quel momento in cui si è respirata quell’aria magica, quella in cui percepisci che stai vivendo una cosa speciale oltre ogni aspettativa.

David Bowie – Blackstar

Il 2016 siamo stati ospiti de L’Umbria che spacca, piccolo grande festival perugino, e il tema non poteva che essere “Rock is dead” un tributo ai tanti cantanti e musicisti che ci hanno lasciato in quell’anno, un posto in questa playlist lo merita probabilmente quello che maggiormente li rappresenta.

Depeche Mode – Welcome to my world

Sempre all’interno de L’Umbria che spacca abbiamo spostato l’asticella un po’ più in là e abbiamo realizzato un live con due musicisti (un chitarrista e un violinista-bassista), oltre che con un illustratore, che hanno improvvisato su dei pezzi di musica elettronica.

Il live partiva con questo grande pezzo dei Depeche Mode.

The Beatles – Sgt Pepper’s Lonely Hearts Club Band

Uno dei nostri eventi ha avuto per tema l’anniversario di un album questa band semi sconosciuta.
Dategli un ascolto, abbiamo la sensazione faranno strada.

Battiato – Aria di Rivoluzione

Sì, abbiamo delle simpatie di sinistra (per usare un eufemismo) e abbiamo celebrato questo nostro sentimento in un evento dedicato al centenario della rivoluzione russa.

Questo pezzo non parla di quella rivoluzione ma Battiato è un pezzo di cuore per molti di noi e ci sembra adatto a rappresentarlo.

Trentemøller – Still On Fire

Per la nostra partecipazione al Trame Festival (e poi al MystFest) abbiamo pensato a un live particolare, con due illustratori che raccontavano un giallo da due prospettive differenti con una colonna sonora realizzata da dei campioni di brani di musica elettronica usati come base per l’improvvisazione di un bravissimo sassofonista, tra i pezzi scelti c’era anche questo.

Daniel Avery – Free floating

Uno dei nostri ultimi eventi ci ha visti protagonisti anche di un live all’interno del Lars Rock Festival (festival a cui siamo particolamente legati), quel live vedeva una bravissima illustratrice raccontare una storia e una colonna sonora che aveva dei campionamenti di musica elettronica e un chitarrista ad accompagnarli.

Quel live si concludeva con i synth di questo pezzo (del primo, grandissimo album, di Daniel Avery).

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