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Tanto amore, poca violenza: i Baustelle e gli anni della maturità

3 min.

A Foligno la data zero del nuovo tour dei Baustelle. In scaletta i pezzi dell’ultimo disco e i brani più famosi del repertorio: uno spettacolo intenso con qualche ingranaggio da sistemare.

Il manifesto di Bianconi: «È vero, siamo snob e pessimisti. Ho scritto una canzone per il Natale e i figli. Non pensavo sarebbe mai accaduto».

Molto amore, poca violenza e un concerto buono per metà. A oltre vent’anni dalla loro formazione, i Baustelle sono diventati questo: un gruppo di (ex) ragazzi che hanno smesso (in parte) i panni di sofisticati bohémienne per infilare quelli un po’ più stretti e rigidi della maturità artistica e anagrafica.

Testo e foto di Andrea Luccioli

– Il concerto andato in scena all’Auditorium San Domenico di Foligno, ovvero la data zero del loro tour, è stato questo: lo specchio della nuova vita di Francesco Bianconi, Rachele Bastrenghi e Claudio Brasini. E che immagine abbiamo visto riflessa sul palco?

Quella di un gruppo sicuramente consapevole del proprio potenziale, alla ricerca di un nuovo equilibrio e che non si formalizza troppo di fronte alle sbavature che ad inizio tournée ci possono stare.

Sgombriamo il campo alle facili adulazioni: la dimensione live dei Baustelle non è sicuramente la loro incarnazione migliore, anche se a Foligno si sono viste e sentite cose buone.

I Baustelle in concerto a Foligno

I Baustelle in concerto a Foligno

A voler essere estremamente sintetici si potrebbe dire che la prima metà del concerto, quella in cui il gruppo ha proposto interamente l’ultimo disco “L’amore e la violenza”, è stata ben suonata nonostante il “tiro” dei nuovi pezzi dal vivo non sia eccezionale.

La seconda metà, invece, quella farcita dei pezzi più conosciuti, è stata più coinvolgente ma suonata maluccio. Ripetiamo, ci sta ad inizio del tour. Attendiamo qualche data di rodaggio per capire veramente come stanno le cose.

Torniamo al punto di partenza. Chi sono i Baustelle nel 2017? Lo dice lo stesso Bianconi dopo qualche pezzo: “Mi ero promesso di non scrivere mai una canzone di Natale e una canzone per un figlio. Bene, la prossima canzone è entrambe le cose”.

E questo dice molto.

Ma il gruppo toscano non dimentica le proprie origini e poco dopo, in un siparietto tra un pezzo e l’altro, sempre il frontman se ne esce con un’affermazione che è un manifesto: “Siamo troppo snob? Siamo troppo pessimisti? In effetti un po’ lo siamo”.

E va benissimo così, visto che all’Auditorium non c’è un posto libero e sono tutti lì a cantare ogni singolo pezzo. Uno spettacolo nello spettacolo.

Un momento del concerto dei Baustelle a Foligno

Il palco allestito sembra un salotto vintage pieno di tastiere e sintetizzatori. Il suono che esce è pieno e arricchito dall’elettronica che rende più rotondo il muro del suono del gruppo. Il concerto si apre con “Love”, l’intro dell’ultimo disco e poi scivolano via “il Vangelo di Giovanni”, “Amanda Lear”, “Betty” ed “Eurofestival”.

Si cambia registro e arrivano “Basso e batteria”, “La musica sinfonica”, “Lepidottera” e via così fino al brano finale della prima parte del live con “Ragazzina”. Le luci si spengono e dietro al palco dei led bianchi vanno a comporre la scritta “non muovetevi relax”.

Qualche minuto di pausa e si riparte con i grandi classici del repertorio Baustelle. A cominciare da “Charlie fa surf”.

L’arrangiamento non rende giustizia al primo singolo del disco “Amen” che esce sgangherato e con la batteria che spesso va a sbattere con le ritmiche di basso e chitarre. Peccato.

Ci si riprende con “Bruci la città”, la canzone che Bianconi ha scritto per Irene Grandi e che è stata riproposta in una versione acustica intesa ed emozionante.

Il resto è accademia del ricordo con “Un romantico a Milano”, la gustosissima “Gomma” e poi “La canzone del parco”, “L’aeroplano”, “La moda del lento”, il gioiellino di inizio carriera, ovvero “La canzone del riformatorio”, “La guerra è finita” dal fortunatissimo “La malavita” e poi i due bis, “Il futuro” e “Le rane”.

Alla fine grandi applausi, autografi per tutti e la sensazione di aver assistito ad un bel concerto nonostante qualche intoppo.

Rachele Bastreghi dei Baustelle canta una canzone

Rachele Bastreghi

L’amalgama arriverà solo tra qualche data e concerti come quello di Foligno servono anche a questo.

Meglio la prima parte del live. Il nuovo disco dal vivo si fa apprezzare, così come il ritorno al pop-rock degli inizi che si era perso nelle ultime due prove in studio.

I Baustelle confermano tutto il loro talento e le loro imperfezioni che ce li fanno amare ancora di più.

Potevano essere una meteora nella musica italiana e invece negli anni hanno confermato di essere una preziosa certezza.

momento di una canzone dei baustelle all'Auditorium di Foligno

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