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THE FLOATING PIERS

1 min.

È l’installazione di land art temporanea che l’artista Christo ha realizzato sul Lago d’Iseo. Ad eccezione di alcune chiusure temporanee l’opera è stata liberamente accessibile dal 18 giugno al 3 luglio. Era una passerella galleggiante della lunghezza di oltre 4 km composta da elementi combinati tra loro come le tessere di un puzzle e fasciati da una copertura di tessuto giallo-arancio.

foto di: Emanuela Veschi

La passatoia, larga 16 metri e alta circa 50 centimetri nella parte centrale sale fino a sfiorare l’acqua. La passerella congiungeva Sulzano alla costa di Monte Isola nel territorio di Peschiera Maraglio, abbracciava il tratto sud del litorale risalendo fino all’abitato di Sensole per poi circumnavigare la piccola Isola di San Paolo (patrimonio della famiglia Beretta proprietaria dell’omonima fabbrica d’armi). Tutti gli allestimenti più imponenti di Christo richiamano un pubblico internazionale e The floating piers non ha fatto eccezione: questa era un’opera da ammirare e immortalare potendo essere attraversata provando l’emozione di ‘camminare’ sulle acque del lago. In migliaia ogni giorno hanno camminato sulle acque e le strutture ricettive della zona sono state sold out per tutto il periodo. Al termine dell’installazione l’opera è stata smontata e interamente riciclata.

I CANTIERI

L’opera The Floating Piers fu concepita da Christo e Jeanne-Claude nel 1970, decisi a realizzare una banchina sospesa a pelo d’acqua: altre location individuate in Argentina prima e Giappone poi non furono autorizzate. Nel 2014 Christo riconobbe il Lago d’Iseo come l’ambientazione più suggestiva per realizzare la sua visione. I 90.000 metri quadrati di tessuto tecnico dalla caratteristica tinta arancione cangiante necessario per il rivestimento completo della banchina galleggiante sono stati realizzati da un’azienda tedesca. I primi sopralluoghi dell’artista sul Lago d’Iseo iniziarono nel settembre del 2014.

CHI È CHRISTO?

Christo (si pronuncia Cristó) è lo pseudonimo dell’artista bulgaro Christo Vladimirov Yavachev, classe 1935. Nel 1958 incontrò a Parigi la marocchina Jeanne-Claude Denat de Guillebon, nata il suo stesso giorno. Fu il destino a incrociare le vite dei due artisti: i due non si separarono mai, dando vita ad un sodalizio artistico che li tributò tra i maggiori rappresentanti della land art. Christo e Jeanne-Claude intervenivano sull’ambiente naturale o urbano stravolgendone l’aspetto: alcune delle installazioni più celebri sono accomunate dall’impiego di tessuto, con il quale monumenti e paesaggi venivano provvisoriamente “imballati”. Dalla Germania al Colorado, dalla Florida alla Francia a New York, le visioni di Christo richiedono anni di progettazione e lavori preparatori, pur essendo destinate a rimanere allestite per poche settimane. Christo ha i suoi comandamenti: rifiutare denaro e sponsorizzazioni gli consente di poter lavorare in totale libertà, senza che la sua arte sia alterata o compromessa da interferenze esterne. Anche nel caso de «The Floating Piers» l’intero costo dell’opera compresi i permessi, la realizzazione dei materiali, l’installazione e la rimozione del progetto è stato sostenuto dall’artista. Non sono state accettate né sponsorizzazioni di alcun genere nè un biglietto di ingresso tantomeno il lavoro volontario.

Pubblicato da

Redazione di the mag

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