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The Invalid Mode – Refiela Shoraj

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2 Min. - tempo di lettura

di Sandra Biscarini

Si chiamano blog e rappresentano la rivoluzione digitale che ha stravolto il modo di fare comunicazione. Irriverenza, sense of humor e costante ricerca di originalità.

Soprattutto nella moda i blogger hanno ribaltato regole e canoni prestabiliti spalancando un nuovo modo di promuoversi e promuovere. Collegamento diretto con l’urban style, i fashion blogger possono decretare il successo di una nuova collezione o il suo affossamento, lanciare stilisti emergenti o riproporre il déjà vu tingendolo di aria fresca. Nel sottobosco creativo dei blogger, brilla The Invalide mode, un ossimoro linguistico che ha tradotto il tabù dell’handicap in una dirompente occasione di riscossa. Con stile, ça va sans dire.

Dietro la tastiera c’è lei, Refiela Shoraj, 23 anni, fiorentina d’Albania che ha trasformato la moda in una personalissima espressione di libertà. La sua storia: a nove anni mentre attraversa le strisce pedonali, viene travolta da un camion che le devasta la gamba mandandola prima in coma, poi su una sedia a rotelle e infine lasciandole in dote un definitivo intercedere claudicante.

È stata lei stessa a raccontarmelo durante l’intervista: la Refiela che ho conosciuto è una donna bellissima e appassionata che posa con una straordinaria eleganza davanti all’obbiettivo. A maggio tornerà nella sua città natale, Valona, per il premio Albanian Excellence, riconoscimento ai 100 albanesi dell’anno che si sono distinti nel mondo.

«Combattere per qualcosa è quello che faccio ogni secondo della mia esistenza». Un grido di battaglia come incipit di un viaggio nello scintillante mondo della moda…

«Il blog nasce dall’esigenza di creare uno spazio in cui raccontare la mia esperienza, la mia passione per la moda e superare quel costante senso di inadeguatezza che per anni mi ha fatto sentire la ragazza albanese invalida. The Invalid mode è, e continua ad essere, un percorso di ricerca maturato nella consapevolezza che il pozzo nero dal quale ero faticosamente emersa poteva arricchire la mia vita».

Trentamila followers, una platea di estimatori segue i tuoi consigli in fatto di make up, stiling ed estetica. Decine di collaborazioni come fashion designer per i più quotati stilisti e marchi internazionali. La favola del bruco che diventa una farfalla bellissima.

«Imparare ad amarsi è la condizione essenziale per amare gli altri ed imparare ad amarsi significa affrontare la vita con la giusta dose di serenità e leggerezza riscattandosi dai pregiudizi e dalle ipocrisie. Lo stesso vale per la moda che in fondo è un immenso atto d’amore. Fare moda è saper giocare mescolando estro e creatività, passione e stile, unicità e ricercatezza».

Può una passione diventare un lavoro?

«Oggi la moda è diventata, a tutti gli effetti, il mio lavoro. Un lavoro entusiasmante ma anche faticoso fatto di costante ricerca di tendenze, nuove sperimentazioni e capacità di osare».

C’è poi il business, la capacità di coniugare la vocazione artistica con le esigenze del mercato.

«La scommessa sta tutta qua: fondere espressività creativa e fruibilità. La moda deve essere per tutti. Soprattutto, non può limitarsi ad un circuito, per quanto virtuoso, fatto dagli stessi attori. Largo ai giovani e al loro straordinario modo di descrivere questo tempo».

In bilico tra aspirazioni e razionalità, la giovane età non ti ha impedito di tenere ben piantati i piedi a terra. Dopo il diploma all’accademia del lusso, un’avviata attività di visual merchandiser, sei prossima alla laurea in economia della finanza ma hai pure trovato il tempo per gestire la boutique di famiglia a Tirana.

«Si tratta di esperienze collegate tra loro. Sono convinta che fare moda oggi sia imprescindibile dal possedere strumenti che possano far recepire tutto ciò che ruota attorno al mondo della couture e del desing. La contemporaneità è multitasking».

La tua prossima sfida?

«Sto per lanciare un mio personale brand. Si chiama Nume (da Nume della ragione che è poi l’essenza delle persone). Si tratta di un total look per uomo e donna, dall’anima rock. Scarpe, accessori ma anche borse, abbigliamento e styling. Sarà una collezione che rifletterà la mia vera essenza, il mio vissuto e soprattutto la mia forza e determinazione».

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