Todi Open Doors, i luoghi di passaggio diventano spazi di arte

È stata inaugurata nei giorni scorsi, presso la Residenza d’epoca San Lorenzo 3 a Todi, la terza edizione di Todi Open Doors, una mostra d’arte contemporanea diffusa allestita negli androni dei palazzi storici della città di Todi. Appuntamento ormai consolidato nell’ambito del Todi Festival, conferma anche quest’anno la formula già sperimentata con successo nelle scorse edizioni e che vede l’avvicendarsi di curatori ed artisti in un’ottica di incontro e confronto di temi, linguaggi e visioni artistiche differenti.

Promossa e organizzata dagli artisti Michele Ciribifera e Silvia Ranchicchio e dall’associazione ART OUT, in collaborazione con ARTEX, con il patrocinio e contributo del Comune di Todi, l’edizione 2021 è affidata alla curatela di Matteo Pacini e Barbara Pavan. Otto gli artisti invitati a trasformare un luogo di passaggio in uno spazio di fruizione dell’arte libero ed aperto a tutti: Elham M.Aghili, Mariantonietta Bagliato, Federico Bianchi, Myvanwy Gibson, Wolfgang A.Kossuth, Matteo Lucca, Monica Pennazzi, Giulia Spernazza. Confluiscono in questo progetto una pluralità di esperienze espressive e di sperimentazioni che si concretizzano in interventi che spaziano dalla scultura alla Fiber Art e consegnano al pubblico un percorso articolato, eclettico, eterogeneo all’interno dei linguaggi del contemporaneo. La mostra sarà visitabile fino al 19 settembre 2021, negli orari diurni, con accesso libero agli spazi.

“È sempre interessante misurarsi con l’installazione di opere d’arte contemporanea all’interno di ambienti abitualmente chiusi al grande pubblico, spazi ad uso privato che sviluppano con i loro inquilini un rapporto di intima familiarità, in quanto estensione della loro “confort zone” – spiega il curatore Matteo Pacini -. Inserirsi in questi contesti vuol dire entrare in casa altrui e agire “in punta di piedi” con grande rispetto per la sensibilità delle persone, oltre che dei luoghi stessi. Nello scegliere gli artisti che meglio avrebbero potuto inserirsi in questi spazi e interpretarli, io e Barbara Pavan, su invito di Silvia Ranchicchio e Michele Ciribifera, ci siamo coordinati nell’adattare al meglio le nostre esperienze professionali a questo contesto innovativo, elaborando proposte che fossero armoniche e coordinate fra loro, nel rispetto della nostra diversità di approccio curatoriale”

.

Published by

Andrea Luccioli

puoi seguire Andrea anche su: Facebook - Instagram - Linkedin

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.