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Ugo la Pietra e Giuseppe Stampone – Città meravigliose e penne biro

1 min.

Al Ciac di Foligno una mostra con le istruzioni per abitare il cielo e riprendersi il tempo

(Ri)codificare lo spazio urbano e riappropriarsi del tempo.

Tra cemento e cielo, al CIAC Centro Italiano Arte Contemporanea di Foligno (fino al 30 settembre), ci si può perdere tra arredi urbani che cambiano forma, panchine che diventano punti di osservazione privilegiati e penne Bic che ridisegnano il virtuale per farlo reale.

Due mostre, due artisti, una suggestione. Ugo La Pietra con le sue “Istruzioni per abitare la città. Opere e ricerche nell’ambiente urbano dal 1969 al 2017” e Giuseppe Stampone con “Perché il cielo è di tutti e la terra no?”, due percorsi artistici curati da Italo Tomassoni, Giacinto Di Pierantonio e Giancarlo Partenzi e che si sommano in un quaderno pieno di bellissimi appunti artistici.

Ugo La Pietra

Infilarsi gli occhiali con cui Ugo La Pietra osserva la città e lo spazio urbano significa cambiare prospettiva, scoprire le infinte possibilità di un blocco di cemento, ripensare l’arte territoriale con un taglio sociale.

Il suo percorso, disposto al primo piano del Ciac, si apre con due progetti di installazioni urbane: monumenti dedicati a una delle eccellenze della città di Foligno, la realizzazione della “Prima Edizione stampata della Divina Commedia di Dante”.

Poi Ugo La Pietra spazza via le regole della società e i codici urbani e riconverte l’arredo cittadino dandoci un nuovo punto di osservazione.

Rivoluzioni urbane

La città come possibilità. Come la serie di opere intitolate “La città scorre ai miei piedi”, la serie di immagini “Riconversione progettuale” dove gli oggetti urbani diventano prodotti di uso domestico.

Ugo La Pietra prende in prestito blocchi spartitraffico, segnali, cantieri e qualunque cosa gli capiti davanti e con la sua penna e i suoi colori disegna un mondo di piccole rivoluzioni. In tutto un centinaio di opere bidimensionali, brani video, oggetti tridimensionali e un’installazione: la “Casa Aperta” dove l’arredo urbano diventa domestico.

Sito ufficiale di Ugo la Pietra

Giuseppe Stampone

Al piano meno uno troviamo Giuseppe Stampone. Uno che gioca con la penna biro per riprendersi il tempo.

La sua conversione analogica delle immagini della Rete con l’inchiostro è un percorso lunghissimo, che dura mesi, e va a contrastare l’immediatezza del virtuale. La globalizzazione viene interiorizzata con i tratti di Bic blu e rossa passati e ripassati.

C’è un’enorme mappa del mondo, un work in progress perenne dove vengono riportati i luoghi comuni delle diverse nazioni.

La ribellione scomposta

E poi i quadri storici in chiave contemporanea, le immagini dei grandi dittatori della storia messi in fila come a spingere la ribellione di chi guarda. C’è un grande camion giocattolo in mezzo alla sala, un trenino elettrico e un video con una spiaggia “attraversata” da un’ombra.

Un processo creativo così scomposto da risultare unico.

Sito Ufficiale di Giuseppe Stampone

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