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Un altro eccezionale ritrovamento a Pietrarossa di Trevi. Spunta un mosaico “marino” di 50 metri quadri

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E se fosse solo l’inizio? E se ci trovassimo di fronte ad nuovo caso simile a “Villa Mosaici” di Spello?

Quello che sta emergendo dall’area di scavi archeologici di Pietrarossa di Trevi è una cosa eccezionale.

Nei giorni scorsi, infatti, sono stati portati alla luce circa 50 metri quadrati di mosaici policromi che risalgono al II d.c.

Il loro ritrovamento è il frutto della quinta campagna di scavi archeologici che avviene nell’area dove gli studenti di alcune facoltà universitarie, guidati dalla prof Donatella Scortecci dell’Università di Perugia, hanno riportato in vita dal passato una serie di mosaici con motivi marini.

Si tratta dell’ennesimo rinnovamento di epoca romana che arriva dopo l’altro mosaico riscoperto e della grandezza di 80 metri quadri.

L’ultimo ritrovamento, secondo gli esperti, fa ipotizzare la presenza di un porto fluviale sul Clitunno che, all’epoca, sarebbe stato navigabile.

Ritrovati poi anche i resti di un edificio dove forse venivano stoccate le merci.

Torniamo a ripeterlo, parliamo di ritrovamenti eccezionali ma il problema è che queste campagne hanno un costo che ora è stato sostenuto dal Comune di Trevi e dal mecenatismo della ditta Metelli di Foligno attraverso l’art bonus.

E’ sempre più evidente che intorno all’area occorra un progetto di valorizzazione degli scavi, anche per aprire alle visite e proseguire così con gli scavi.

 

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