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Metti un giorno un architetto a Parigi

In questo 2020 Sguardi vi farà viaggiare alla ricerca di architetture, paesaggi e culture lontane. Vi porteremo in Europa, ma non solo

a cura di Architetti nell’Altotevere Libera Associazione

Siamo da poco entrati nel centenario de “les Années folles”, i celebri anni ’20 che videro Parigi come centro della vita creativa e intellettuale, sociale ed artistica.

Noi ci siamo ritornati, e con i nostri occhi da architetti vi proponiamo una lettura di Parigi insolita.

È fatta di storia e di architettura.

Soprattutto è una Parigi in cui sono protagonisti i Grandi Architetti del passato e di oggi

EDIFICIO DELLA FONDAZIONE LOUIS VUITTON

L’edificio, progettato dall’Architetto Frank Ghery, è situato all’interno del Bois de Boulogne, il grandissimo parco di Parigi realizzato a metà Ottocento.

Da questo periodo storico vengono ripresi i materiali, il ferro e vetro.

Lo stile architettonico di Ghery, invece, è inconfondibile, e non può non lasciare indifferenti.

L’opera architettonica è formalmente caratterizzata da dodici grandi “vele” in vetro e acciaio che avvolgono un nucleo centrale realizzato in calcestruzzo fibro-rinforzato ad alta resistenza di colore bianco.

Lo specchio d’acqua alla base dell’edificio lo rende ancor più sublime e affascinante.

L’edificio della fondazione accoglie 11 gallerie espositive, aree di deposito, uffici, spazi per la didattica e laboratori, un negozio, un ristorante e un auditorium / sala da concerti che può ospitare da 350 a 1.000 spettatori a seconda della sua configurazione.

Dal 2 ottobre 2019 al 24 febbraio 2020 alla fondazione Louis Vuitton è possibile visitare la mostra “CHARLOTTE PERRIAND: INVENTING A NEW WORLD”.

È un omaggio alla fruttuosa carriera artistica di Charlotte Perriand (1903 –1999): parigina, donna libera, una sportiva, una grande viaggiatrice, attenta alla natura e all’ambiente, aperta al dialogo delle culture.

Dagli anni ’20 al 21 ° secolo, il lavoro e la vita di Charlotte Perriand descrivono una traiettoria straordinaria, libera e indipendente.

Oltre ai suoi preziosi contributi nel campo del design, Charlotte Perriand ha attraversato i confini tra discipline artistiche e intellettuali.

Usando una moltitudine di materiali – dai tubi cromati alla paglia, legno grezzo, bambù, elementi prefabbricati e poliestere – ha combinato design, architettura, urbanistica, artigianato e arti visive senza trascurare gli aspetti umani ed economici legati alle sue creazioni.

Le opere di Charlotte Perriand, all’interno della Fondazione Vuitton, interagiscono con quelle di Robert Delauney, Simon Hantai, Alexander Calder, Pablo Picasso, Henri Laurens, e non da ultimi Fernand Léger e Le Corbusier, con cui iniziò la sua carriera di architetto e designer.

MAISON LA ROCHE / Jeanneret, di Le  Corbusier

Il progetto della Maison La Roche risale ai primi anni ’20 del 1900, quando Raoul La Roche commissionò a Le Corbusier una casa che fosse anche galleria d’arte, a Parigi nel quartiere borghese di Auteuil

L’esigenza della galleria d’arte ispirò Le Corbusier a tal punto da collegare i diversi spazi in una sequenza che permette una fruizione graduale degli spazi, è una vera e propria “promenade d’architecture” e la rampa, all’interno della galleria, ne è la protagonista. 

È un complesso di due abitazioni, che non possono non essere considerate un unico corpo.

Con questo progetto Le Corbusier anticipa, nelle sue scelte compositive, i suoi famosi e importantissimi “5 punti dell’Architettura”.

Non solo.

Maison La Roche – Jeanneret, per quanto riguarda l’utilizzo del colore degli spazi interni, è considerata il manifesto del primo periodo della Polychromie  Architecturale del Maestro, dove ancora i colori – presi principalmente dalle terre e dagli oltremare – sono poco saturi.

PHILHARMONIE DE PARIS

 

«Una architettura dai riflessi ponderati, creata da un calmo rilievo, materializzata da pannelli di alluminio che disegnano un grafismo esheriano».

È l’edificio che ospita la Philarmonie de Paris, realizzato dall’architetto francese Jean Nouvel che si caratterizza per il suo perfetto inserimento nel contesto de La Villette e della città della Musica.

LA FONDATION JÉRÔME SEYDOUX-PATHÉ

La Fondaztio Jérome Seydoux-Pathé è costruito all’interno di un isolato urbano e in un contesto storico e architettonico consolidato.

Renzo Piano ha concepito un edificio a forma di conchiglia esteso su sette piani, due dei quali interrati, per un totale di 2200 mq. 

Lo spazio creato tra il nuovo volume e la superficie delle facciate degli edifici circostanti è stato trasformato in un piccolo giardino piantumato.

Questo, oltre a garantire luce e ventilazione naturali, esalta l’”effetto sorpresa” e l’esperienza percettiva che hanno i visitatori quando scorgono l’imponente edificio, quasi invisibile dalla strada.

Terminato nel 2014, l’edificio, il cui guscio curvilineo è rivestito da 5.000 pannelli in alluminio e da lastre in vetro, ospita sale per mostre permanenti e temporanee, depositi, un laboratorio di restauro, una biblioteca, una sala cinematografica da 68 posti e gli uffici della Fondazione Jérôme Seydoux-Pathé.

«Si entra: lo spettacolo architettonico si offre immediatamente allo sguardo: si segue un itinerario e le prospettive si sviluppano con grande varietà. Si gioca con l’afflusso dei raggi luminosi che rischiarano le pareti e creano penombra. Le finestre svelano alcune prospettive all’esterno dove si ritrova l’unità architettonica… tutto, anche in architettura, è questione di circolazione.»

Le Corbusier – Maison La Roche – Jeanneret

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Redazione di the mag

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