Un orto sinergico con erbe da tutto il mondo: “La Clarice”, il sogno sostenibile di Davide e Diego

Permacultura, tanta passione e oltre 250 piante che si consociano con la natura circostante: a Cannara il progetto, unico in Umbria, di due ragazzi che hanno scelto di mollare tutto per recuperare la terra del nonno. I loro prodotti sono esperienze di gusto che finisco nelle cucine degli chef più innovativi e non solo.

di Andrea Luccioli
Andrea Luccioli

Erbe che sanno di Coca Cola, fiori col retrogusto di molluschi, bacche al sapore di spinacio con cui fare marmellate salate, dello shiso (il basilico cinese), varietà di senape senza fine e decine di altre erbe aromatiche che promettono – e mantengono – viaggi ricchi di gusto inaspettato. Questo è il tesoro incredibile de La Clarice, il primo orto sinergico umbro – nella campagna di Cannara – creato per accogliere e coccolare tantissime tipologie di erbe aromatiche provenienti da tutto il mondo e per farne poi un prodotto, curatissimo, per la ristorazione di alta qualità. Ma non solo, ovviamente.

La Clarice è prima di tutto un sogno, quello dei fratelli Davide e Diego Narcisi che, dopo aver cercato fortuna lontano da casa, si sono accorti che tutto quello che desideravano era lavorare quel piccolo appezzamento di terreno che fino a qualche anno fa era la vigna del nonno. I due ragazzi hanno fatto una scelta di campo, in tutti i sensi, ovvero lavorare secondo la permacultura, la coltivazione sostenibile che imita gli ecosistemi naturali in modo virtuoso. In pratica si riduce l’intervento umano favorendo la salute delle piante attraverso delle relazioni tra ciò che viene piantato e la natura circostante. Ogni erba, combinata con un’altra, magari vicino a dei fiori, in un suolo di un certo tipo e con degli ortaggi a un paio di metri, riesce a crescere in maniera ottimale senza il bisogno di “aiuti” umani e, soprattutto chimici.

C’è poi un altro vantaggio. Un orto sinergico sostiene la microeconomia locale, protegge l’identità agroalimentare umbra, recupera e valorizza coltivazioni e fornisce ingredienti di qualità altissima – sia in termini di bontà e proprietà benefiche che in fatto di gusto – alla ristorazione. Dulcis in fundo, non dimentichiamo l’aspetto della sostenibilità di un progetto del genere che va nella direzione della tutela dell’ambiente e dello sviluppo di un’alimentazione plant based.

Tanti buoni motivi per cui abbiamo scelto di intervistare questi due giovani sognatori con i piedi ben piantati in terra.

Raccontateci La Clarice.

“È il nostro orto sinergico, qui lavoriamo erbe aromatiche provenienti da tutto il mondo, sono circa 250 al momento. Ricreiamo il clima migliore, consociamo le piante e le facciamo crescere nel modo più naturale possibile”.

Come funziona la consociazione tra piante?

“In pratica mettiamo insieme le piante in degli spazi delimitati e le facciamo crescere per consociazione, ovvero le piante si aiutano l’una con l’altra nella crescita e le caratteristiche di una si integrano con quelle dell’altra. Sono combinazioni che riescono più o meno bene, per questo ne sviluppiamo sempre di nuove. Alla base di tutto c’è la naturalità del trattamento e della coltivazione”.

Cosa facevate prima?

“Abbiamo fatto studi accademici in Lingue (Diego, ndr) e in Agraria (Davide, ndr). Mentre studiavamo siamo stati anche dei musicisti, avevamo un gruppo che suonava rock elettronico. Ci è sempre piaciuto avere a che fare con la libera espressione. Ad un certo ce ne siamo anche andati da qui, perché sembrava che per avere fortuna bisognava allontanarsi dalla propria terra. Poi con il tempo abbiamo capito che l’oro, in verità, lo avevamo già tra le mani. E questo ora è il nostro sogno diventato realtà”.

Un sogno fatto di terra.  

“Abbiamo preso questo appezzamento di 3500 metri che era una vecchia vigna di nostro nonno, lo abbiamo bonificato e abbiamo iniziato i lavori per creare l’orto sinergico”.

E poi avete ragionato su come farlo diventare un business.

“Al momento lavoriamo con la ristorazione, questo è il nostro target di vendita. In futuro si vedrà. L’orto sinergico La Clarice ha una produzione ridotta perché abbiamo scelto di piantare molte specie e lavorare sulla qualità invece che sulla quantità. In questo modo riusciamo a dare ai ristoratori un prodotto unico e perfetto per la creazione di ricette e abbinamenti sempre nuovi. In futuro ci piacerebbe che il consumo di queste erbe fosse allargato a chiunque voglia, magari attraverso una conoscenza più approfondita delle stesse erbe. Per questo stiamo pensando alla possibilità di creare una fattoria didattica e ricavare uno spazio per gli assaggi”.

Una scelta di vita importante la vostra. 

“Questo è il nostro sogno nel cassetto. In questo orto c’è tutta la nostra vita. Vogliamo farlo crescere, curarlo e migliorare la produzione. Ma vorremmo anche che la stessa attenzione all’approccio naturale al cibo che abbiamo noi entrasse nelle case di tutti. Il rispetto della natura, del prodotto, della materia prima per noi è tutto: sono valori che vanno recuperati e valorizzati. Non solo per capire cosa mangiamo, ma anche per tutelare l’ambiente che ci circonda”.

Dove poter assaggiare le erbe de La Clarice.

Ecco gli chef che utilizzano le erbe aromatiche di Davide e Diego: Paolo Trippini (Ristorante Trippini a Civitella del Lago), Lorenzo Cantoni (Ristorante Il Frantoio ad Assisi), Marco Lagrimino (Ristorante L’Acciuga a Perugia), Vittorio Ottavi (Ristorante Ottavi Mare a Bevagna), Fumiko Sakai (Ristorante Vespasia a Norcia), Riccardo Forti (Ristorante Il Molo a Passignano), Giacomo Ramacci (Ristorante Officina dei Sapori a Gubbio), Federico Gramignani (Ristorante Radice a Perugia), Paolo Gori (Ristorante Luce a Perugia), il Ristorante UNE a Capodacqua di Foligno.

INFO

instagram.com/laclarice_ortosinergico

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Andrea Luccioli

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