logo
logo

Vauro – satira e libertà dopo Charlie Hebdo

Vauro
2 min.

Vauro, disegnatore, editore, personaggio televisivo è uno dei vignettisti più conosciuti in Italia.  È stato allievo di Pino Zac, con il quale fondò «Il Male». Le sue vignette sono state pubblicate sulle più importanti testate italiane e estere.

Dal 2006 Vauro è nel cast della trasmissione «Annozero», condotta da Michele Santoro; nel 2009 fu sospeso dalla Rai per una sua vignetta. Forte il suo impegno umanitario: è vignettista ed inviato di PeaceReporter e collabora con Emergency.  Dal 2011 è nel cast del programma «Servizio pubblico» di Santoro su «LA7». The Mag lo ha intervistato dopo i fatti di Parigi.

Che sensazioni hai provato il giorno dell’attentato alla redazione della rivista Charlie Hebdo?

Vauro :«Come molti una sensazione di dolore e sconcerto che diventavano sempre più profondi per l’empatia che mi unisce ai disegnatori di satira, e mi riferisco all’empatia che nasce da quel modo di raccontare le cose, con il disegno, con la fantasia. Un dolore che  mi ha annichilito».

I fatti di Parigi, quanto incideranno o hanno già inciso secondo te sul concetto di libertà di stampa e di espressione?

Vauro :«Ho molto timore che abbiano già inciso, almeno in Italia, visto tutto quello che è accaduto dopo e quanti si sono erti a paladini della libertà di stampa. Spesso sono coloro che l’hanno oppressa e che mai hanno visto di buon occhio la satira».

In Francia, che negli anni ha accolto anche molti disegnatori italiani, la situazione è diversa?

Vauro :«Sì lo è. Secondo me la Francia ha avuto una reazione che è stata un sussulto di laicità, è emersa una capacità critica e di dialogo che è uscita da certe logiche dogmatiche».

Vauro tu vai spesso in luoghi segnati dalla guerra, pensi che ci siano vittime di serie A e di serie B (anche in riferimento ai fatti per esempio accaduti nelle stesse ore di Parigi in Nigeria)?

Vauro :«Assolutamente sì, è di un’evidenza così forte che dovrebbe scandalizzare qualsiasi coscienza, questo sì per davvero. In Nigeria si consumano fatti terribili, poi basta guardare dietro l’angolo: in Ucraina (da dove è tornato da poco) è in corso una pulizia etnica e siamo a 3 ore di aereo da Roma, però di questo non si parla».

Ti sei definito ‘un fondamentalista della pace’: chi sono secondo te i nemici più pericolosi?

Vauro :«Sono sempre gli stessi: quelli che vogliono e che fanno le guerre. Ovviamente sembra banale, ma i grandi potenti, l’economia e la finanza di molti governi occidentali sono coinvolti. La guerra poi è un tumore e crea metastasi anche impazzite e non possiamo isolarci di fronte a questo come se ci fosse piovuto dal cielo. Terrorismo e guerra sono sinonimi. Guerra è terrore comunque, anche se è fatta coi bombardamenti o i missili intelligenti».

Hai mai ricevuto minacce personali?

Vauro :«Svariate».

Dove andrà la satira e quali sono i confini dove si può spingere dopo ciò che è accaduto?

Vauro :«Io spero che vada avanti con l’allegria tragica che da sempre la contraddistingue e che sia sorda al richiamo dei tamburi d’arruolamento… altrimenti finisce la satira e inizia la propaganda di morte o lo scontro».

In Italia, chi è secondo te che fa vera satira?

Vauro :«Davvero sono moltissimi, quasi tutti quelli che fanno satira (Ellekappa, Altan) fanno cose interessanti, ma la vera contraddizione è che in Italia non c’è più un giornale di satira.  Non c’è più satira in televisione, è comicità, eppure c’è una grande quantità di talenti satirici che talvolta sono costretti ad andare all’estero per esprimersi».

Cosa pensi della manifestazione che c’è stata a Parigi?

Vauro :«Tutto il bene possibile per la popolazione che ha partecipato, c’era tanta umanità di ogni colore, dietro alla prima fila…».

È giusto secondo te pubblicare le vignette di Charlie Hebdo?

Vauro :«Sì perché a un atto violento si risponde con una solidarietà diretta, anche se credo che non ci sia un giornale in Italia che avrebbe mai pubblicato la vignetta più blanda di Charlie Hebdo».

Grazie Vauro per il tempo che ci hai dedicato!

Vauro :«Grazie a voi. Fammi aggiungere una cosa».

Prego.

Vauro :«Visto che siete di quelle parti, mando un pensiero al mio caro amico Primetto. Ciao Primetto».


ph: libriblog.com

Post simili

Pubblicato da

Comments are closed.