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Verde Privato

2 min.

Luogo di pace e bellezza, di lavoro e piacere il giardino è da sempre uno spazio di ristoro psico-fisico e spirituale per l’uomo.

A Città di Castello, il verde privato ingentilisce i colori delle pietre e dei mattoni del centro storico; fuori le mura, invece, abbellisce e dà refrigerio alle ville private.

I primi due giardini di questa tappa sono pensili, sorti su strutture architettoniche antiche e si trovano all’interno della cinta muraria.

L’ultimo è invece più recente, di origine novecentesca, e si trova poco fuori le mura.

a cura di Architetti nell’Altotevere Libera Associazione e Cristina Crisci 

GIARDINO GIRELLI

Questo giardino pensile è parte della prima abitazione di Niccolò Vitelli e vi si accede sia dal primo piano del palazzo, attraverso un passaggio aereo su via del Geminiano, sia dalla via stessa attraverso una scalinata all’interno delle mura.

A pianta quadrata, è infatti chiuso da mura su via delle Santucce e ad est, e da un fabbricato un tempo destinato a limonaia nel lato nord.

Qui l’atmosfera è quasi fuori dal tempo. I vialetti in pietra conducono nelle varie zone del giardino, dove il gelsomino, i cespugli di rose, la lavanda, le ortensie e gli altri fiori stagionali fanno da contorno agli alberi, che in primavera regalano fioriture colorate e d’estate golosi frutti e ombra preziosa.

Appoggiato al muro, a sud, c’è un antico pozzo con lavatoio in pietra. Dal giardino è molto bella la vista sul campanile quadrato della trecentesca chiesa di San Domenico.

Il Giardino è di proprietà della famiglia Girelli.



GIARDINO POLIDORI

Si resta meravigliati già guardando il giardino dalla porta finestra di casa.

È molto alto, e le scale buie della casa sono solo una premessa per la tanta luce, il verde e la pace di cui si gode in questo punto all’interno delle mura urbiche di Città di Castello.

Si trova sul Torrione est adiacente a Porta Santa Maria, sui resti della rocca costruita dalle truppe pontificie al tempo di Sisto IV, durante l’esilio di Niccolò Vitelli.

È costituito da un morbido prato verde, e gli alberi da frutto sono il ricordo di un antico orto.

Oltre al kaki, al fico, al pero, al melo, al ciliegio e al nespolo, c’è poi una parte attrezzata ad orto con ortaggi e piante aromatiche.

Lavanda, rose e i fiori stagionali sono piacevoli macchie di colore. Salendo alcuni gradini in prossimità della cinta muraria è possibile raggiungere un piccolo terrazzino che si affaccia sulla passeggiata delle mura di Viale Vittorio Veneto.

Il Giardino è di proprietà della famiglia Polidori.



GIARDINO BIAGIONI

Il giardino, poco lontano dal centro storico tifernate, è chiuso dalla villa dei primi anni del Novecento, che, con i suoi corpi modulari restituisce allo stesso sapienti quinte sceniche.

Il verde, ritmato dalle aiuole geometriche che rimandano ai giardini rinascimentali all’italiana, si armonizza con i morbidi colori della facciata, vagamente Liberty.

Con l’intervento di restauro della villa anche il giardino è stato riproposto nei suoi elementi originari architettonici, decorativi e di corredo vegetale come nell’utilizzo del bosso.

Il gelsomino, che scende rigoglioso sia dalle mura laterali, sia dal gazebo in ferro, profuma in tutto lo spazio.

Lateralmente è presente una mostra d’acqua, realizzata a risseu, il tipico mosaico a ciottoli e conchiglie di origine ligure. Sull’acqua si posano delicate delle ninfee che ci rimandano ad un luogo esotico e misterioso.

Il giardino è di proprietà della famiglia Biagioni.



 

“E oltre a ciò – fece Socrate – in tutte le terre in cui [il re, Ciro] va a soggiornare, s’impegna perché diventino giardini i cosiddetti ‘paradisi’, pieni di tutte le cose belle e buone che la terra è solita produrre; qui egli stesso passa la maggior parte del tempo quando la stagione non glielo impedisce”

(Senofonte, Economico IV 13, 20-22)

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Pubblicato da

Redazione di the mag

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