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VINICIO CAPOSSELA A MOON IN JUNE CANTA PER SERGIO

2 min.

Dal tramonto infuocato al cielo stellato. Dal sole alla luna di giugno, quasi a scambiarsi di posto nel tramonto sullo sfondo del magnifico scenario dell’Isola Maggiore.

A far da cornice musica, sirene d’acqua dolce, natura, ambiente incontaminato. E il ricordo che si fa emozione e rimpianto per aver dovuto dire addio ad una persona che ha dato tanto per la musica in Umbria.

È passato poco tempo dall’idea geniale di Sergio Piazzoli di far «suonare» un’isola al tramonto fino alla magica serata con Vinicio Capossela e il suo «Concerto per sirene d’acqua dolce» nella prima edizione di Moon in June che si è svolta a fine giugno.

Vinicio Capossela mentre suona il pianoforte nel paesaggio del lago Trasimeno

Vinicio Capossela – Moon in June

Insieme alla Fondazione «SergioPerLaMusica», organizzatrice dell’evento, l’artista, che ha ricoperto per l’occasione anche il ruolo di direttore artistico della tre giorni nella piccola isola al centro del Lago Trasimeno, ha deciso di dedicare il concerto conclusivo all’amico fraterno e alle sirene d’acqua dolce «perché è nel canto delle sirene che ritroviamo tutti quelli che abbiamo amato».

Per la prima di Moon in June il successo è stato enorme: 1.200 persone arrivate solo per Vinicio Capossela e richieste di poter assistere al concerto giunte da tutta Italia.

Le parole dei brani presentati, a volte anche cambiate in alcune parti, erano chiaramente per Piazzoli con Vinicio Capossela a dispensare per tutta l’esibizione tanto amore, proprio come quello che entrambi hanno sempre dedicato alla musica.

Vinicio Capossela arriva in barca, passa per il pontile e si mette seduto al pianoforte sospeso in riva al Trasimeno con le barche a vela dietro a completare il set come se fossero lo scenario di un teatro.

Moon in June_pubblico

I suoi genitori in prima fila sono lì ad ascoltarlo: sono venuti anche loro perché anche loro non potevano mancare.

Inizia da solo al piano in punta di piedi, con delicatezza e alla sua maniera con una serie di brani molto intimi.

L’attacco è con «Vorrei che fossi qui» (…sento il tuo respiro in fondo al lago…) e poi prosegue con «Modì» (…e allora sto vicino a te anche se non vedi che io son qui vicino a te, questa notte d’amore sarà…), «Una giornata senza pretese», «Le case», «Dall’altra parte della sera», «Non c’è disaccordo nel cielo» e «Non è l’amore che va via».

Il tempo, le persone sì vanno via. Ma non è il ricordo che va via e non è l’amore per la musica che svanisce. Poi entrano i musicisti della band ed insieme agli archi del Trio Amadei iniziano con il pezzo «Le sirene».

Prima di partire con «I pianoforti di Lubecca» Capossela dichiara: «Il sogno con Sergio era mettere un pianoforte su questo lago».

Sorprende poi tutti quando l’attacco originale del brano viene sostituito dalla frase: «Una notte sul lago di Tuoro in una vecchia fabbrica di cioccolatini perugina».

Il concerto prosegue con tante bellissime interpretazioni dei brani di Capossela fino ad un finale omaggio alle canzoni di Jeff Buckley, artista scomparso molto prematuramente che lega in un certo modo Capossela e Piazzoli: i due hanno avuto modo di vederlo dal vivo a Londra insieme nel marzo del 1995.

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