logo
logo

Wim Delvoye

1 min.

Oggi 2 maggio, Giornata Mondiale dei Blogger, ho pensato di parlare di un artista che ha fatto del suo sito internet la pietra d’angolo della sua produzione: Wim Delvoye (Wervik 1965).

di Lorenzo Martinelli

Il suo sito personale, che trovate all’indirizzo wimdelvoye.be, è la riproduzione del noto facebook game Farmville; cliccando su ogni edificio potrete visionare la particolare produzione artistica legata ad un materiale o ad un dato contesto.

Fra le varie opere spicca la performance Art Farm del 1997, nella quale trasformò in opere d’arte viventi i maiali appartenenti a una fattoria cinese, tatuando sulla loro pelle alcuni simboli iconici della cultura occidentale, dai monogrammi di celebri brand di moda a famosi personaggi dei fumetti.

Le sue più acclamate mostre presso la Gallery Hyundai di Seul, al Tinguely Museum di Basilea e al Museum of Contemporary Art di Teheran, hanno portato in scena una serie di lavori realizzati dall’artista nell’ultimo ventennio, dai quali si deduce una forte passione per  l’Oriente.

Tra oggetti di uso quotidiano realizzati in acciaio inossidabile intarsiato con arabeschi e tappeti che assumono forme animali, si osserva anche il connubio tra artigianato e alta tecnologia che negli anni ha contraddistinto l’approccio di Delvoye alla materia, come nel caso degli pneumatici decorati da pattern intricati, dei modellini di camion con sembianze di cattedrali gotiche realizzati in acciaio tagliato al laser, e di una serie di sculture dagli echi ottocenteschi e integrate da figure in 3D del test di Rorschach.

Fra tutte le opere provocatorie realizzate da Delvoye vorrei nominare la serie Cloaca, composta da complicatissimi macchinari sempre più efficienti, man mano che gli aggiornamenti tecnici progredivano ed in grado esclusivamente di produrre escrementi.

La natura ludica, quasi infantile di Cloaca I, II, III e IV, ha favorito la diffusione tramite web, specialmente sui social network del nome di quest’artista che echeggia negli ambienti di settore già da una decina d’anni pur avendo avuto la sua prima personale italiana solo nel 2018 a Roma.

INFO

wimdelvoye.be
instagram.com/wimdelvoye
facebook.com/StudioWimDelvoye

Post simili

Pubblicato da

Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.